«Il mondo sta accelerando, tutto sta accelerando, anche per quell’evento storico che è stata la pandemia». Lo sostiene Larry Fink, CEO di BlackRock, intervistato su Repubblica da Mario Platero.
Il Covid ha messo a nudo le fragilità dell’Occidente? «Per me quello che è straordinario è il ruolo che la scienza e la tecnologia hanno svolto durante la crisi. Provi a immaginare se avessimo avuto il contagio dieci o dodici anni fa. Non avremmo avuto la tecnologia che ha consentito al mondo di andare avanti, di lavorare agevolmente in remoto, di usare il commercio elettronico per la distribuzione. Il 70% dell’economia ha continuato a funzionare nonostante l’isolamento».
Sono cambiamenti che resteranno? «Alcuni sì. La pandemia ha solo accelerato alcuni fenomeni». Tra i settori di cui ci si deve occupare di più, Fink individua «turismo, alberghi, ristoranti. Un 30% della nostra economia ha sofferto molto dall’impossibilità di potersi aggregare. Dobbiamo rimettere in sicurezza quei settori e Biden l’ha capito».
Biden ha lanciato due piani di aiuti e investimenti infrastrutturali che potrebbero valere il 50% del Pil. È anche una scelta strategica per aumentare lo statalismo e tenere il passo con la Cina che avanza? «C’è una cosa di cui noi americani e europei dobbiamo essere orgogliosi: è stato il capitalismo a creare i vaccini con metodi rivoluzionari, non la Cina. I vaccini cinesi sono efficaci solo al 50%. La forza del capitalismo non è apprezzata abbastanza».
Perché l’Europa è indietro? Forse perché non vara un progetto di stimoli grande come quello Usa? «Non sono così convinto che l’Europa sia indietro. Ha molte aziende leader globali. La questione secondo me non è solo economica, ma culturale. L’Europa, culturalmente, non sostiene quell’energia imprenditoriale che vediamo in America. Molti giovani vengono qui per fare fortuna. Ci si deve chiedere perché non c’è questo senso di opportunità in Europa».








