“Siamo di fronte alla prima guerra mondiale economico-finanziaria della storia. E sono tre le armi attivate dall’Occidente che hanno l’obiettivo di soffocare economicamente la Russia.
La prima è l’esclusione di sette banche russe dallo Swift che equivale a un blocco dei bonifici “da” e “per” la Russia, vuol dire che banche e imprese russe non incassano più, a eccezione delle forniture di gas.
La seconda riguarda i titoli di Stato russi che sono stati vietati sui mercati obbligazionari Usa ed europei.
La terza è il blocco del 40% delle riserve valutarie in dollari ed euro, circa 250 miliardi detenuti all’estero dalla Banca centrale russa, di cui 140 sono in Yuan cinese”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7.
“Inoltre – prosegue Sileoni – le sanzioni internazionali vietano alla Russia di poter commercializzare le sue riserve in oro che ammontano a circa 130 miliardi di dollari. Ma senza dollari ed euro, la Russia non può più comprare quasi nulla all’estero e così Mosca ha reagito bloccando le frontiere “valutarie”, bloccando l’esportazione di valuta all’estero da parte soprattutto degli oligarchi”.
Sileoni evidenzia che “ai cittadini russi è vietato esportare moneta fuori del Paese, creando grosse difficoltà anche alle aziende che devono rimborsare debiti verso l’estero. E allo stesso tempo, Mosca ha deciso di non pagare più le cedole sui titoli di Stato agli investitori esteri.
Proprio stamattina Standard & Poor’s ha declassato a spazzatura anche il rating della Bielorussia: l’attacco finanziario, insomma, si sta estendendo agli alleati di Putin. In sintesi: è come se la Russia si stesse chiudendo e fosse tornata improvvisamente indietro di 20 anni, quando era in vigore il regime dei controlli di flussi di capitale.
Le misure messe in atto da Putin appartengono all’era pre-globalizzazione, ma la globalizzazione ha fatto arricchire il Paese e così si spiega perché gli oligarchi potrebbero rovesciare politicamente lo stesso Putin. Quanto può durare la Russia in questa situazione critica? L’inflazione è già salita a quasi il 10% e il tasso d’interesse di riferimento al 20%. Secondo diversi osservatori, la Russia potrebbe resistere un anno da un punto di vista finanziario prima di collassare” ha concluso.








