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Maurizio Landini (segretario Cgil): «Non si è investito come si doveva, dopo due anni gli stessi problemi»

«Non si è investito come si doveva» e ora, dopo due anni, «ci ritroviamo a discutere degli stessi problemi. Le nostre proposte, contenute in un protocollo firmato col ministro, non sono state ascoltate». Lo dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commentando l’incognita sulla riapertura delle scuole. «Avevamo chiesto più investimenti in assunzioni, spazi e misure di sicurezza, invece continuano ad esserci classi super affollate» spiega come gli investimenti erano «la condizione per dare continuità alla scuola in presenza. Ora, a gennaio, se qualche settimana di insegnamento a distanza garantisce poi di avere tutto l’anno in presenza, forse è meglio prenderla in considerazione».

Poi, «con gli spazi contrattuali, recuperiamo in presenza, perché con la Dad si è dimostrato che c’è un forte calo di apprendimento e in Italia c’è già forte dispersione scolastica» aggiunge. Inoltre, la Cgil chiede da agosto l’obbligo vaccinale «per tutti, non solo sui luoghi di lavoro. Invece, anche qui, il governo arriva tardi e con un provvedimento che rischia di creare incomprensioni, perché qualcuno mi deve spiegare come mai un 48enne possa non essere vaccinato ed un 50enne sì». La pandemia «ci ha sbattuto in faccia le conseguenze dei tagli che erano stati fatti su scuola, sanità e trasporti. Serviva una risposta netta: avevamo chiesto più assunzioni, ma non ci hanno ascoltato».

Ci sono poi «tre questioni da risolvere: la proroga della cassa integrazione nel turismo e in quei settori in crisi che altrimenti rischiano di licenziare; la proroga dell’equiparazione della quarantena alla malattia; nuove politiche industriali». L’aumento dei prezzi «non fa che rendere sempre più evidente la pandemia sociale e salariale, con le diseguaglianze in crescita e tante persone che sono povere pur lavorando». Rispetto alla crisi energetica, «se l’obiettivo è la sostenibilità ambientale credo che si debbano sfruttare il sole, il vento, l’acqua, mentre il nucleare non è il futuro e non ha neanche risolto il problema delle scorie».

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