Su Libero, Alessandro Sallusti commenta il riavvicinamento tra Giorgia Meloni e Donald Trump dopo le recenti tensioni, sostenendo che il ritorno di un clima disteso tra i due leader finirà probabilmente per alimentare nuove polemiche da parte degli avversari della presidente del Consiglio.
Secondo Sallusti, il rapporto della premier con i principali leader internazionali va letto alla luce di una concezione pragmatica della politica estera, orientata non alla distinzione tra amici e nemici, ma alla costruzione di relazioni personali dirette finalizzate alla tutela degli interessi nazionali.
In quest’ottica, l’autore richiama anche il rapporto con il presidente francese Emmanuel Macron, che nonostante i contrasti avuti con Meloni l’ha accolta cordialmente al G7.
Per il direttore di Libero, i rapporti tra capi di Stato e di governo non possono essere condizionati da simpatie o antipatie personali.
Proprio per questo considera naturale che la presidente del Consiglio mantenga relazioni costruttive sia con Trump sia con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, indipendentemente dalle differenze politiche o dalle critiche provenienti dai rispettivi elettorati.
Sallusti sostiene che sarebbe irrealistico immaginare un’Italia incapace di dialogare con i vertici degli Stati Uniti o dell’Unione europea.
A suo giudizio, il compito di un leader è trattare con gli interlocutori che la realtà politica impone, perseguendo gli interessi del proprio Paese.
L’editorialista conclude difendendo le capacità politiche di Meloni e la sua abilità nel muoversi sulla scena internazionale, respingendo l’idea che abbia bisogno di lezioni su come gestire i rapporti con gli altri leader mondiali.








