C’è preoccupazione nel Governo e a livello europeo per la situazione in Medio Oriente.
A dirlo in una intervista al Sole 24 Ore è il viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi.
“C’è preoccupazione a livello europeo – spiega – per la tenuta delle linee logistiche e dei collegamenti col Sud-Est asiatico che hanno nel Canale di Suez e nel Golfo Persico uno snodo fondamentale”.
Sulla situazione di Suez come interverrete?
“Martedì prossimo, su iniziativa del ministro Salvini, è stato convocato al Mit il Comitato interministeriale della sicurezza marittima.
Si riuniranno le direzioni dell’Interno, – spiega Rixi – la Difesa, gli Esteri, la Guardia di Finanza, le capitanerie e le associazioni armatoriali.
A seguire ci sarà poi un incontro con tutti gli operatori della logistica.
Perché oggi, di fronte a questa situazione, gli elementi urgenti sono due”.
“C’è il tema della sicurezza marittima innanzitutto, con le relative ripercussioni economiche.
C’è poi un tema – prosegue Rixi – di sicurezza più generale, che il ministro Tajani sta seguendo con i partner europei”.
Quanto pesano i danni?
“I primi numeri sono preoccupanti: le compagnie portuali hanno avuto una diminuzione delle chiamate del 30-45%, sulla rotta Genova-Shanghai abbiamo assistito a un incremento dell’85% dei noli, su Rotterdam si arriva al 133%.
Il cambio di rotta da Suez al Capo di Buona speranza – sottolinea il viceministro – implica il 54% in più dei costi per il carburante.
Per non parlare del costo delle polizze assicurative navali letteralmente esploso nella seconda settimana di gennaio e che, secondo le stime, è destinato ad aumentare ancora dal 200% al 400 per cento”.
Quali sono le prossime mosse?
“Bisogna pensare che nel Canale di Suez passa il 12% del commercio globale, il 30% di tutto il business container mondiale e il 40% del commercio tra Asia ed Europa.
E poi se lo andiamo a declinare sui Paesi mediterranei arriva a superare il 60%.
Sulle misure da mettere in campo, c’è già qualcosa nel decreto Milleproroghe con la copertura di alcuni aiuti per i lavoratori portuali.
Sul resto stiamo lavorando, soprattutto per normalizzare i costi” conclude.








