Il governo ha portato avanti politiche di sostegno all’agricoltura ben prima delle proteste che stanno agitando il Paese in queste ultime settimane. Lo ha rivendicato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla cerimonia di firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la regione Abruzzo.
NEL PNRR 3 MILIARDI PER LE AZIENDE AGRICOLE
Con la rinegoziazione del Pnrr “abbiamo liberato 3 miliardi di euro per le aziende agricole, perché da molto prima che ci fossero le manifestazioni e si scendesse in piazza questo governo ha difeso il comparto agricolo da alcune scelte troppo ideologiche che rischiavano di perseguire la transizione verde rischiando di produrre una desertificazione industriale”, ha spiegato la premier, aggiungendo che “vale la pena ricordare cosa è stato fatto quest’anno sul Pnrr. Penso che tutti ricordino i tanti warning che sono stati fatti sulla capacità dell’Italia di essere all’altezza della sfida del più grande piano di ripresa e resilienza d’Europa. Penso che ricorderete quante volte, e in particolare noi con questo governo, siamo stati accusati di voler far perdere queste risorse all’Italia”.
DOVEROSA RINEGOZIAZIONE PIANO
“Ma i fatti parlano chiaro”, ha puntualizzato Meloni: “siamo la prima nazione europea ad aver presentato gli obiettivi della quinta rata e abbiamo rinegoziato il piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcuni sostenevano fosse pericolosissimo, ma per noi era doveroso: il piano precedente era stato scritto in un contesto diverso che non poteva prendere in considerazione le mutate priorità e noi siamo sempre stati convinti che andasse adeguato”.
ALLO STUDIO ESENZIONE IRPEF PER AGRICOLTORI PIU’ DEBOLI
Intanto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nel corso del question time alla Camera ha annunciato che “è attualmente allo studio, ai fini della presentazione del primo veicolo normativo utile, che potrebbe essere il decreto legge Milleproroghe, una misura volta a prevedere un’esenzione dall’Irpef destinata a quegli imprenditori agricoli che necessitano di un effettivo sostegno, ferme tutte le altre misure agevolative. Si tratta di uno sforzo notevole per il governo ma anche di un’occasione per finalizzare al meglio gli interventi pubblici con un deciso cambio di passo rispetto al passato che è evidente sia in Italia che in Europa”.








