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La Piovesana: “La speranza per l’Italia si chiama industria. Puntiamo sull’economia circolare”

“Se oggi c’è una speranza e una prospettiva positiva per l’ambiente, per la sostenibilità, per  l’economia circolare, quella speranza si chiama industria”. 

Maria Cristina Piovesana, al suo debutto in un confronto  pubblico come vicepresidente di Confindustria, nella squadra di  Carlo Bonomi con una delega sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e della cultura, lo ha sottolineato intervenendo  alla presentazione del ‘rapporto rifiuti speciali’ 2020  dell’Ispra.

“Quello che non moltissimi anni fa sarebbe sembrato un paradosso, una provocazione o semplicemente una rivendicazione partigiana, oggi è una realtà, un dato di fatto  che trova evidenza e legittimazione nei numeri del rapporto  Ispra” e – sottolinea – una evidenza “l’abbiamo avuta anche  nelle settimane/mesi di emergenza che abbiamo vissuto  recentemente a causa del Covid-19”.    

Lo stop imposto dall’emergenza a molte fabbriche, quindi una  interruzione del ciclo di recupero dei rifiuti con la  conseguente necessita’ di aumentare gli stoccaggi e i dispositivi  temporanei, è una esperienza – sottolinea la vicepresidente di  Confindustria –  che “dimostra come l’industria manifatturiera,  grazie alla diffusione capillare del modello di economia  circolare, contribuisce un modo decisivo a mantenere in  equilibrio il ciclo dei rifiuti garantendo uno sbocco virtuoso a quantità crescenti di materiali provenienti dagli scarti delle  attività produttive e dai rifiuti urbani”.

“Si e’ reso evidente,  in altre parole, che ogni fabbrica, dalle acciaierie e fonderie,  alle industrie della carta, dalle vetrerie all’industria della  chimica, della plastica e del legno, dell’alimentare e del  tessile, ha ormai implementato al suo interno sistemi organizzativi improntati alla circolarità”.

Le leve sulle quali  lavorare? Per Maria Cristina Piovesana c’è quella normativa (in  una linea d’azione su tre driver: normativo, per semplificare le  procedure; tecnologico, per implementare ricerca e sviluppo;  culturale, per un approccio al tema che non sia ideologico).

“E’ necessario – avverte – lavorare ad una normativa che  semplifichi, incentivi, e valorizzi questo approccio positivo del nostro sistema industriale”.

E spiega: “Gli interventi di  semplificazione che il Governo ha annunciato per le prossime  settimane, penso possano trovare in questo tema un’occasione  importante per premiare e dare ulteriore slancio all’economia  circolare, superando anche il tradizionale approccio sospettoso,  pregiudiziale e penalizzante che spesso ha la normativa in  questa materia. Sempre dal punto di vista normativo – aggiunge – ritengo sia indispensabile una proroga del ‘piano transizione  4.0. Si tratta di una agevolazione che va a sostenere in misura  significativa costi importanti delle nostre imprese”

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