Una lettera inviata al presidente Draghi, da due personalità di spessore: l’ex premier, Romano Prodi, e l’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco.
Il loro è un appello affinché l’Italia sostenga la riforma fiscale proposta dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e che prevede un’aliquota minima globale non inferiore al 21% per le multinazionali.
Uno dei primi atti ufficiali di Biden, scrivono nella lettera, «riguarda una misura di politica fiscale che, se introdotta sul piano globale, potrebbe dare una spinta determinante al superamento dei cosiddetti paradisi fiscali, rimuovendo gli ostacoli di ordine politico e economico che hanno impedito finora un’equa tassazione delle società multinazionali. Si tratta di introdurre nell’ordinamento internazionale il principio della tassazione unitaria dei gruppi multinazionali e della ripartizione di una parte dei loro profitti tra le giurisdizioni fiscali dei singoli paesi in base a criteri oggettivi (fatturato), sul quale costruire un’imposta minima globale, con un’aliquota almeno del 21%».
Visco e Prodi sottolineano quindi che «è necessario che l’Italia faccia sentire la sua voce a supporto di questa riforma e che insieme ai suoi partner europei, in particolare Germania, Francia e Spagna, sostenga attivamente la proposta avanzata dall’amministrazione Biden, in vista di un accordo ambizioso». E a Draghi chiedono perciò «di esprimersi pubblicamente a favore della proposta di un’aliquota minima globale non inferiore al 21% e ad usare tutto il suo peso internazionale e la sua influenza per convincere anche gli altri paesi del G20 affinché venga raggiunto un accordo su un sistema impositivo equo per le imprese e capace di riallocare le ingenti risorse congelate nei paradisi fiscali, ai fini di promuovere la ripresa economica e il benessere di tutta l’umanità».








