“Era inevitabile”, afferma su Repubblica Carlo Galli commentando le ultime sortite del presidente americano.
“La dismisura di Trump — scrive Galli — doveva prima o poi scontrarsi contro una misura.
Anche se l’elenco dei suoi nemici e dei suoi critici (che per lui sono la stessa cosa) è ormai lunghissimo, il segno del limite per l’imperatore d’Occidente è venuto dall’autorità del pontefice romano.
Un’autorità universale, come non lo è più il potere americano che Donald I vorrebbe rifare grande, portando guerra al mondo intero.
Trump ha insultato Papa Leone come «pessimo» e «debole» perché ha dichiarato «inaccettabile» il suo proposito di cancellare dalla faccia della terra la civiltà iraniana.
A ciò, in una parodia di cesaropapismo bizantino, ha aggiunto una rivendicazione di superiorità sul Papa, che a lui — non al collegio cardinalizio né allo Spirito Santo — dovrebbe l’elezione al sacro soglio.
Trump non si chiede nemmeno quante divisioni ha il Papa, come fece Stalin.
Gli si rivolge con l’equivalente di un furibondo «shut up» («chiudi il becco»).
Rifiuta l’idea che esista un legittimo piano di riflessione e di resistenza che va oltre la sua potenza: questa deve restare assoluta, sciolta da vincoli, non giudicabile e capace, invece, di giudicare.
Una primitiva teologia politica imperiale, che pretende di sapere che cosa «danneggia» la Chiesa cattolica, che le ordina di «rientrare in carreggiata»._
Nel suo porsi come grado più alto delle umane capacità, Trump potrebbe forse spingersi a fare quello che osarono in altri tempi altri aggressivi poteri politici: nominare un servizievole antipapa.
La grossolanità di Trump ha generato una brusca frattura fra Stati Uniti e Vaticano (compreso il clero americano), proprio nel momento in cui regna il primo pontefice statunitense.
Le elezioni di midterm si fanno sempre più incerte per il malaccorto presidente.
La sua intolleranza a ogni critica lo ha portato poi a polemizzare anche contro un alleato come Meloni, che era stata ovviamente costretta — come Trump avrebbe dovuto capire — a prendere le distanze dalle sue frasi più aspre, pur ribadendo lealtà e fedeltà alle alleanze.
La personalità narcisistica di Trump sta trionfando anche sul banale calcolo dei costi e dei benefici”.








