Il Recovery Fund “per l’Ue è una misura d’emergenza, irripetibile, contro la pandemia. E non l’avvio di un’unione dei debiti a lungo termine. Non lo consentiremo mai. Sarebbe fatale perché causerebbe una riduzione della responsabilità e inibirebbe la spinta per le riforme strutturali”. Lo afferma il cancelliere austriaco Sebastian Kurz in un’ampia intervista a “La Repubblica”.
“Stiamo parlando di cifre enormi. Sarà decisivo usarle per investimenti nel futuro – innovazione, digitalizzazione, ambiente – che creino valore”, dice Kurz rivolto all’Italia. “Ci sono anche delle chiare indicazioni su come spenderli, che saranno sorvegliate dalla Commissione. Ciò che trovo positivo nella discussione italiana – aggiunge – è che si parli di una sburocratizzazione. Dobbiamo lavorare tutti a diventare più competitivi. Il Recovery Fund ci sarà una volta sola, tutti i Paesi lo sanno”.
Il fatto che l’Italia non abbia chiesto i soldi al Mes “era prevedibile. Che l’Italia preferisca i trasferimenti ai crediti è chiaro. Ma è altrettanto chiaro che i ‘frugali’ preferiscano dare crediti, nell’interesse dei contribuenti”, rileva. In merito al contenzioso tra Grecia e Turchia, “la Grecia si merita la nostra solidarietà e la Turchia un agire più deciso da parte nostra. Vogliamo che vengano tracciate con chiarezza delle linee rosse. E se vengono superate, vogliamo che si agisca di conseguenza, fino alle sanzioni”, sostiene Kurz. “Pensiamo che sia un bene se l’Ue media. Ma è pericoloso dare l’impressione di usare due pesi e due misure. Giusto comminare sanzioni alla Bielorussia, ma che facciamo con la Turchia? Ci sono giornalisti e oppositori in carcere, lì”.
Sui migranti, “sono felice che ormai quasi tutti si siano resi conto che la politica delle frontiere aperte è sbagliata”, dice Kurz. “L’Ue non crede più che i migranti debbano transitare liberamente e cerca di difendere le frontiere esterne. E uno dei problemi, attualmente, è la Turchia, perché spinge i migranti ad andare verso la Grecia sfondando la frontiera. Noi sosteniamo le autorità greche con i poliziotti e penso sia decisivo chiudere i confini esterni. In Italia – prosegue – arrivano molti migranti economici, ad esempio dalla Tunisia: anche questo non va accettato, da parte dell’Ue. È sbagliato chiedersi come ridistribuirli: dobbiamo impedire che i migranti illegali si mettano in cammino”.








