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Knot (Presidente Banca d’Olanda): «L’Italia non sprechi l’occasione del Recovery Fund»

L’Italia non deve sprecare l’occasione rappresentata dal Recovery Fund per poter affrontare le sue fragilità. È l’opinione di Klaas Knot, presidente della Banca d’Olanda, intervistato sul Corriere della Sera da Federico Fubini.

Lei è a favore del Recovery Fund. Elimina il rischio di una crisi finanziaria?
«Può essere poderoso nel mitigare quel rischio, ma non abbastanza da eliminarlo. È una soluzione alla situazione attuale, mentre la divergenza fra economie dell’area euro è un processo lento. Va fermata e ciò richiede che i Paesi in Europa del Sud, come l’Italia, riescano a chiudere lo scarto di produttività con l’Europa del Nord. In questo gli investimenti pubblici sono parte della risposta, non tutta. Una combinazione di investimenti con il Recovery Fund e riforme sarebbe molto potente. Ma i soli investimenti non fanno la differenza, ancor meno se fossero ciò che Mario Draghi chiama ‘debito cattivo’. Per questo dico che riforme che rafforzino la facilità di fare impresa in Europa del Sud sarebbero decisamente benvenute».

Il Patto di stabilità è sospeso. Come e quando bisogna tornare ad applicarlo?
«Uno dei maggiori problemi che ho notato nel Patto nei suoi primi vent’anni è che ha teso a essere molto pro-ciclico, accentuando la congiuntura sia nelle fasi buone che in quelle negative. Per questo serve un uso anticiclico della finanza pubblica, cioè una capacità di contrastare le fasi negative della congiuntura economica. Ciò significa che l’accento (nelle regole, ndr) dovrebbe andare sul debito. È lì che si creano i margini di bilancio che possono servire».

C’è un rischio che il Recovery Fund vada sprecato?
«Non sono un indovino. Ma se non viene speso bene, non ferma il processo di divergenza in Europa perché lo scarto di produttività fra Nord e Sud proseguirebbe. Allora la prossima volta che arriva una crisi, le economie vulnerabili avrebbero di nuovo bisogno di aiuto e la gente in Olanda chiederebbe: ‘Che ne è stato dell’aiuto dell’altra volta?’»

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