«Il turismo paga più di chiunque le conseguenze della pandemia, e nell’intera filiera le agenzie di viaggio sono quelle completamente ferme, a fatturato zero». Così Ivana Jelinic, presidente Fiavet-Confcommercio, sintetizza la situazione a chiusura dell’anno 2020. La semplice riapertura dei punti vendita non riuscirà a dar respiro al comparto, vista la mancanza di un mercato. Un anno nero, con la seconda ondata autunnale della pandemia che ha messo definitivamente in ginocchio il turismo.
Secondo la Jelinic, infatti, questa seconda ondata ha aperto «una frattura anche sociale, per cui, chi lavora in questo comparto è visto al pari di un untore». La presidente di Fiavet, dunque, ha snocciolato una serie di dati che fotografano la gravità della situazione: -57 milioni di turisti nel 2020, con una perdita di 71 miliardi di euro; il peso del Turismo passerà dal 13% al 7,2% sul Pil italiano; -91,7% di arrivi dalla Cina e -90,6%, dagli Usa, oltre ad altri dati notevolmente ridotti, come quelli dei visitatori francesi (-70,5%).
Si sperava nelle vacanze invernali, ma di nuovo si è ricaduti nel baratro del lockdown. Con il DPCM che ha bloccato gli spostamenti tra Regioni fino a gennaio, secondo le stime di Confcommercio, si attesterà un’ulteriore perdita di 10,3 milioni di turisti. Questo è dovuto alla scelta di chiudere gli impianti sciistici, che ha annientato le possibilità del turismo montano, anche di prossimità, per una perdita stimata dagli addetti in 1,2 miliardi, di cui 400 milioni solo nel periodo di Natale. «Sopra ogni prodotto, mancando i viaggi all’estero, Fiavet-Confcommercio sente come decisiva l’assenza delle crociere, l’ultimo baluardo di sicurezza che era rimasto per viaggiare, in cui confidavamo per Natale e Capodanno» afferma Ivana Jelinic.
Un altro aspetto che traduce perfettamente la crisi del turismo è quello del traffico aereo: -84,2% fino a settembre. E a tal proposito la Jelinic mostra il suo pessimismo e quello di tutti i lavoratori della filiera. «Il futuro che ci dava spiragli la scorsa primavera in questo fine anno, seppur in vista della diffusione del vaccino, lascia il mercato in un clima di grande incertezza sanitaria ed economica, e diversi studi ci confermano una ripresa completa non prima del 2024 in Europa. Le prenotazioni aeree potranno migliorare se ci sarà una riapertura dei corridoi, l’efficacia e la sicurezza del vaccino, e le nuove veloci procedure di esclusione della quarantena già adottate in alcuni aeroporti».
La ricetta della numero uno di Fiavet-Confcommercio non comprende l’assistenzialismo tra le soluzioni. «Il nostro obiettivo è agire siamo contrari all’assistenzialismo, ma per impedire inabissamento di un intero comparto occorre sostenerlo in questo momento storico. Assegnare 3 miliardi da dividere con la cultura sui 197 del Recovery Plan significa non capire su quali tesori siamo seduti rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo».
Per ora c’è bisogno di tamponare l’emorragia. Fiavet-Confcommercio insiste affinché, dopo l’erogazione della prima tranche relativa al bando uscito ad agosto, si abbiano subito nuove possibilità, nel 2021, per tutti gli esclusi dal bando chiuso il 9 ottobre, e per i mesi da agosto a dicembre, in cui tutti gli addetti sono stati fermi, indipendentemente dalle Regioni di residenza. Ad oggi, seppur certi dello stanziamento nel bando Mibact e delle relative assegnazioni per chi vi ha partecipato (la maggior parte delle agenzie di viaggio), le agenzie di viaggio e i tour operator non sono in nessuno dei 4 decreti ristori, se non per alcune facilitazioni fiscali in quanto imprese. Ecco perché sarà fondamentale agire subito.








