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Isaia Sales (la Repubblica): «La pandemia mette in luce il fallimento del regionalismo italiano»

Su Repubblica, Isaia Sales prende di mira quello che definisce «il Medioevo infinito in Italia».

«Può – si chiede – il governatore di una Regione italiana, come De Luca, decidere autonomamente di vaccinare chi vuole, dando priorità ad alcuni territori rispetto ad altri, superando il vincolo dell’età e delle fragilità e preferendogli quello della sopravvivenza economica? Può decidere di acquistare un vaccino da uno stato straniero (sempre De Luca)? O stabilire (Emiliano) che siano i genitori a scegliere se mandare i figli a scuola o tenerli a casa in Dad? E può minacciare (è accaduto a più di uno) di chiudere i propri confini?».

«Niente di tutto ciò può fare una Regione, come hanno giustamente intimato il commissario straordinario Figliuolo e la ministra Gelmini. Eppure, quella che, a rigore, si dovrebbe definire una ‘eversione costituzionale’ non accenna a spegnersi. Anzi, facendo impallidire le peggiori posizioni della Lega di un tempo, la pandemia è diventata la cartina di tornasole del fallimento del regionalismo italiano».

«Il populismo territoriale ha trovato nell’istituto regionale il suo riferimento per eccellenza. Il regionalismo si è confuso quasi completamente con il particolarismo, al di là di ogni fede politica. Abbiamo già pagato un prezzo molto alto alla discrezionalità delle scelte regionali. Ma questa ossessione per il ‘particulare’, per la priorità dei territori dove si è eletti o si comanda (può essere l’isola di Capri o una riviera romagnola, poco importa) è più affine alla tradizione delle ‘Signorie territoriali’ che al federalismo di stampo europeo e nord-americano. Somiglia più alle satrapie che alla tradizione delle autonomie locali».

«La cosa singolare è che l’Italia non è uno Stato federale come la Svizzera o il Belgio, la Germania o gli Stati Uniti d’America, il Canada o l’India, ma durante tutta la gestione della pandemia ci si è comportati come se lo fosse. Nel nostro Paese vige solo un regionalismo ‘rafforzato’, con alcuni poteri delegati che non configurano però ‘Stati autonomi’».

«Paghiamo ancora oggi alcuni dei tratti distintivi della concezione dello Stato che si traduce in una incapacità delle élite di costruire uno spirito di comunità e di nazione al di fuori di una dimensione personale e locale. La seconda spiegazione – conclude Sales – ha a che fare con la sinistra italiana che ha abdicato anch’essa ai grandi temi di identità nazionale per virare verso una frammentazione localistica».

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