Istruzione e competenze al centro della sfida demografica
Il tema del capitale umano torna al centro del dibattito economico e sociale con il nuovo rapporto dell’Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività, presentato a Parigi. L’organizzazione internazionale evidenzia come il livello di istruzione e la qualità dell’insegnamento rappresentino fattori decisivi per sostenere lo sviluppo economico e contrastare gli effetti dell’invecchiamento demografico.
Nel documento dedicato all’Italia emerge un quadro che segnala criticità strutturali nel sistema educativo e nel mercato del lavoro. In particolare, l’Ocse sottolinea che la percentuale di giovani che non lavorano, non studiano e non seguono un percorso formativo, i cosiddetti Neet, resta tra le più elevate tra i Paesi membri.
“La proporzione dei giovani che non hanno un impiego, non sono scolarizzati e non seguono una formazione è tra le più elevate dell’Ocse e la quota di laureati nella popolazione tra i 25 e i 34 anni è tra le più deboli”, si legge nella scheda dedicata all’Italia.
Il legame tra istruzione, lavoro e invecchiamento della popolazione
Secondo l’organizzazione internazionale con sede a Parigi, il basso livello di istruzione e la qualità insufficiente dell’insegnamento incidono direttamente sulle competenze della popolazione attiva. Questo fenomeno riguarda soprattutto le competenze digitali, considerate essenziali per la competitività economica.
“Il debole livello di istruzione e la qualità insufficiente dell’insegnamento nuocciono alle competenze della popolazione attiva, in particolare, alle competenze digitali, amplificando gli effetti dell’invecchiamento demografico”, evidenzia il rapporto.
Il legame tra formazione e demografia emerge quindi con chiarezza. Una popolazione che invecchia richiede lavoratori più qualificati e produttivi, in grado di sostenere il sistema economico e sociale. Tuttavia, la presenza di competenze insufficienti riduce la capacità di risposta del Paese e rende più complessa la gestione delle trasformazioni demografiche in atto.
Donne e giovani ancora lontani dal mercato del lavoro
Oltre alla questione dell’istruzione, il rapporto dell’Ocse richiama l’attenzione sui livelli di occupazione in Italia. Nonostante la crescita dell’occupazione registrata negli ultimi anni e la diminuzione della disoccupazione, i tassi di partecipazione al lavoro restano inferiori rispetto alla maggior parte degli altri Paesi membri.
“Nonostante la recente crescita dell’occupazione e la diminuzione della disoccupazione, anche in un contesto di rallentamento economico, i tassi di occupazione restano inferiori a quelli della maggior parte dei paesi Ocse, soprattutto a causa della bassa partecipazione di donne e giovani”, sottolinea l’organizzazione.
Le difficoltà di accesso al lavoro dipendono, secondo il rapporto, anche da carenze nelle politiche familiari e da un accesso ancora limitato alla formazione nell’ambito delle politiche attive del lavoro. A questo si aggiungono fattori economici e normativi che riducono la mobilità e il dinamismo del mercato del lavoro, tra cui la presenza di clausole di non concorrenza che interessano circa un sesto della forza lavoro.
Più servizi per l’infanzia e formazione mirata alle esigenze del mercato
Per affrontare queste criticità, l’Ocse indica una serie di interventi orientati al rafforzamento del sistema educativo e alla crescita dell’occupazione. In particolare, l’organizzazione suggerisce di ampliare l’offerta di servizi per la prima infanzia e di incentivare una maggiore partecipazione dei padri ai congedi parentali.
“Ampliare l’offerta di servizi per la prima infanzia e incentivare maggiormente i padri a usufruire dei congedi parentali aggiuntivi, anche attraverso migliori tassi di sostituzione salariale e una maggiore informazione”, raccomanda il rapporto.
Allo stesso tempo, viene evidenziata la necessità di migliorare l’orientamento degli studenti e di adeguare i programmi di insegnamento alle esigenze del mercato del lavoro. L’obiettivo è ridurre il divario tra competenze disponibili e competenze richieste dalle imprese, favorendo un inserimento più rapido e stabile dei giovani nel mondo del lavoro.
Il capitale umano come fattore decisivo per la competitività del Paese
Il rapporto dell’Ocse evidenzia come il rafforzamento del capitale umano rappresenti una condizione essenziale per sostenere la crescita economica e affrontare le sfide dell’invecchiamento demografico. In questo contesto, l’organizzazione suggerisce di continuare a migliorare la qualità degli Istituti tecnici superiori (Its) e di ampliarne l’accesso, in particolare nelle regioni del Sud.
Inoltre, viene indicata la necessità di rafforzare il legame tra finanziamenti pubblici e risultati delle università in materia di ricerca e trasferimento di conoscenze. Questo approccio mira a rendere il sistema formativo più efficace e coerente con le esigenze del mercato del lavoro.
Il messaggio che emerge dal rapporto è chiaro: senza un investimento mirato su istruzione, competenze e occupazione, gli effetti dell’invecchiamento demografico rischiano di pesare sempre di più sulla sostenibilità economica e sociale del Paese.








