Ad aprile il comparto del legno ha registrato una flessione dell’8,7%, mentre il settore del mobile segna -7%, collocandosi tra i comparti manifatturieri con le performance più negative.
“Un arretramento progressivo che” – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – “nei primi due mesi dell’anno si attestava invece su percentuali vicine alla stabilità (-0,7 a gennaio e -0,4 a febbraio).
Anche nel resto d’Europa i maggiori produttori di mobili stanno risentendo pesantemente della crisi, con la Germania che ad aprile registra un -5,8% e la Polonia -6,3%”.
“Ma, per la prima volta” – prosegue Feltrin – “i dati Istat elaborati dal nostro Centro Studi descriverebbero uno scenario secondo cui la situazione geopolitica e le difficoltà economiche stanno raggiungendo il consumatore finale.
Il calo dei beni di consumo, compresi moda, accessori e altri prodotti destinati alle famiglie, lascia intendere che la capacità di spesa si sta progressivamente riducendo.
Non a caso i beni di consumo durevoli ad aprile registrano un pesante -10,3%”.
“Probabilmente” – sottolinea il presidente –, “fino ad oggi produttori, distributori e rivenditori sono riusciti ad assorbire parte delle tensioni del mercato, facendo da argine alla debolezza della domanda.
Oggi sembra invece che questo argine si stia indebolendo e che le difficoltà siano arrivate direttamente alle famiglie, alle prese con salari che crescono meno del necessario, costi energetici ancora elevati e un generale aumento del costo della vita”.
Per FederlegnoArredo il settore che rappresenta è tradizionalmente uno dei termometri più affidabili della fiducia delle famiglie e degli investimenti domestici.
Quando si rinviano acquisti importanti come mobili e interventi per la casa significa che prevale l’incertezza sul futuro.
“Per questo” – conclude Feltrin – “è fondamentale mettere in campo politiche che rafforzino il potere d’acquisto delle famiglie, sostengano i redditi e restituiscano fiducia ai consumatori”.








