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Imprese: 3 su 4 registrano un fatturato stabile o in crescita, il 63% è in linea con i target 2026 | I dati di Mecspe

Può l’incertezza dei mercati globali trasformarsi in una spinta al cambiamento per le imprese italiane?

La manifattura sembra rispondere di sì.

Di fronte a uno scenario internazionale instabile, le aziende non restano alla finestra, ma investono nei processi produttivi, innovano, guardano all’estero come opportunità, puntano sull’efficienza energetica per rafforzare competitività e resilienza.

È la fotografia restituita dall’Osservatorio Mecspe.

Nei primi quattro mesi del 2026 il quadro che emerge non si può definire brillante, ma neppure critico: solo il 16% degli intervistati dichiara un basso livello di soddisfazione, mentre per il 55% è medio e per il 29% è alto.

Un ottimismo cauto che segue l’andamento dell’azienda: quasi due terzi delle imprese (63%) si dichiara in linea con gli obiettivi fissati per il 2026.

Nei primi quattro mesi dell’anno oltre tre aziende su quattro hanno registrato un fatturato stabile o in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre più di un’impresa su due valuta il proprio portafoglio ordini almeno sufficiente.

Anche guardando al futuro c’è cautela, ma non pessimismo: l’85% delle imprese affronta il biennio 2026-2027 con una fiducia almeno moderata, di cui il 22% con aspettative elevate.

Il contesto resta sfidante, ma sta anche spingendo le imprese ad accelerare il cambiamento.

Se da un lato l’incertezza internazionale rappresenta la principale criticità per quasi la metà delle aziende (48%), seguita dall’andamento generale del mercato (41%) e dall’aumento dei prezzi delle materie prime (40%), dall’altro queste pressioni stanno inducendo gli imprenditori a ripensare strategie, processi e priorità di investimento in innovazione ed efficienza.

Un approccio che conferma la capacità della manifattura italiana di reagire e trasformare le difficoltà in nuove opportunità di crescita.

L’innovazione è uno dei principali driver del cambiamento.

Tra le tendenze destinate ad affermarsi o rafforzarsi nei prossimi anni, gli imprenditori indicano al primo posto l’automazione e la robotica per l’efficienza produttiva (34%), seguite dalla digitalizzazione e l’interconnessione dei processi (33%) e la personalizzazione e produzione su misura (31%).

Cresce anche l’attenzione verso trasformazioni di più lungo periodo: il 27% individua nella sostenibilità ambientale e i processi a basso impatto una delle principali direttrici di sviluppo, mentre il 23% guarda alla transizione energetica e alla riduzione dei consumi come aree strategiche su cui investire.

Segnali incoraggianti arrivano anche sul fronte delle prospettive dell’export: l’88% delle imprese guarda con fiducia al biennio 2026-2027, un dato in crescita rispetto alla rilevazione precedente che conferma la centralità dei mercati esteri nelle strategie di sviluppo del settore.

Più che arretrare, le aziende stanno ridefinendo le proprie direttrici di espansione.

Tra le imprese esportatrici, il 33% punta a consolidare la presenza nei mercati già presidiati e ritenuti più stabili, mentre il 32% guarda a nuove destinazioni per diversificare il rischio e cogliere ulteriori opportunità di business.

Un ulteriore 22% è impegnato nella ricerca di partner e distributori più affidabili e radicati a livello locale.

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