Se la Bce aumenterà i tassi d’interesse, nella prossima seduta del 10 settembre, gli effetti “potrebbero manifestarsi nei primi mesi del 2027”.
È la stima di Nomisma, in vista del “probabile” aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea, e gli effetti sulle compravendite immobiliari.
“A seguito di un aumento dei tassi, dopo circa sei mesi il volume delle compravendite tende a rallentare, registrando variazioni negative”, spiega in una nota l’istituto di ricerca, secondo cui da ciò si evince come l’immobiliare italiano è “strutturalmente dipendente dal costo del credito”.
“I mercati ritengono ormai altamente probabile che la Bce, nella seduta del 10 settembre prossimo, proceda con un nuovo aumento dei tassi di interesse, alla luce dei rischi al rialzo sull’inflazione derivanti dal conflitto in Medio Oriente e dai persistenti elevati costi energetici”.
Di fronte a questo nuovo scenario Nomisma ha sviluppato una nuova previsione che, sulla base della correlazione storica tra compravendite immobiliari e tassi di interesse (indice di correlazione alto e negativo), restituisce un lag di due trimestri.
“In termini di performance di mercato significa che entro fine anno non si dovrebbe assistere ad un assottigliamento del mercato delle transazioni mentre gli effetti dell’aumento dei tassi potrebbero manifestarsi nei primi mesi del 2027”.
“Sull’intero anno, invece, bisognerà attendere per capire se il rialzo di settembre rappresenterà una misura sufficiente contro lo shock inflazionistico oppure soltanto una nuova tappa di un ciclo restrittivo tornato improvvisamente al centro della politica monetaria europea”, conclude Nomisma.








