L’emergenza Covid-19 ha colpito tutte le categorie. Ma all’annuncio del Presidente del Consiglio su una riapertura ai primi di giugno i parrucchieri sono scesi sul piede di guerra. Probabilmente ci sarà uno scaglionamento, nel frattempo l’assessore allo sviluppo economico ed energia del Veneto, Roberto Marcato ha inviato una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. “L’emergenza sanitaria in corso, – scrive Marcato – oltre che rappresentare un’enorme sfida per la tutela della salute dei cittadini, ha già determinato gravissime ripercussioni sul tessuto economico-sociale del Sistema Italia nel suo complesso. Il prolungarsi di tale emergenza, rischia purtroppo di costituire un ostacolo insuperabile per migliaia di imprese costrette da settimane ad interrompere la loro attività”.
Marcato punta il dito sul DPCM del 26 aprile scorso.”Nella nostra Regione, come nel resto d’Italia, stiamo assistendo a manifestazioni di commercianti e artigiani che si incatenano alle serrande delle loro attività per provare in qualche modo a far sentire la propria voce – continua – si coglie in loro un preoccupante senso di lontananza dello Stato e una crescente sfiducia nel futuro che, con il passare delle settimane, rischia di trasformarsi in rabbia. I commercianti e gli artigiani, su tutti si riporta il caso del settore dei servizi alla persona – Continua l’assessore – non comprendono perché alcune tipologie di servizi al dettaglio che comportano il contatto fisico e la vicinanza tra persone possano essere aperte, mentre per altre categorie la riapertura sia rinviata; chiedono a gran voce di rialzare le serrande, prima che sia troppo tardi, al fine di evitare che restino abbassate per sempre. Non posso che condividere queste istanze, partendo dall’ovvio presupposto che la ripartenza debba essere fondata sulla previsione di chiare e stringenti norme di sicurezza igienico-sanitaria e sull’utilizzo di tutti i dispositivi necessari al contenimento del rischio epidemiologico”.
Alla fine Marcato fa un invito sia al ministro che al Governo. “Invito a tenere in considerazione le esigenze sopra esposte mediante l’adozione di strumenti normativi adeguati a tutelare il tessuto socio-economico del nostro Paese e finalizzati a una rapida ripresa in sicurezza di tutte le attività economiche, con conseguente superamento del concetto di pericolosità sulla base della classificazione ATECO delle attività”.








