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Il giornale tedesco Handelsblatt: «Il patto Roma-Parigi è l’unione del debito italo-francese»

A Berlino assicurano di non essere affatto “gelosi” di Parigi: anche i migliori amici possono avere altri amici in Europa, è la risposta della cancelleria. Il Trattato del Quirinale però in Germania non è passato inosservato. E ci ha pensato la stampa tedesca a mettere nero su bianco i timori che aleggiano nella Repubblica federale per l’avvicinamento tra Italia e Francia.

Il timing di questa alleanza è “sospetto”, scrive ad esempio senza troppi giri di parole il giornale economico Handelsblatt. Proprio mentre Angela Merkel lascia “un vuoto di potere, che Olaf Scholz deve ancora colmare”, Mario Draghi ed Emmanuel Macron irrobustiscono i loro rapporti, mirando dritti alle riforme dell’eurozona sul debito. La Sueddeutsche Zeitung parla di una “copia” della famosa intesa siglata da Charles De Gaulle e Konrad Adenauer, il contratto dell’Eliseo del 22 gennaio 1963, poi rilanciato ad Aquisgrana 56 anni dopo, nel 2019 da Merkel e Macron.

“Ma per quanto si sopporteranno i cugini, come amano definirsi francesi e italiani?”, chiede con malizia il giornale di Monaco. A giustificare i dubbi, un elenco di conflitti (dai migranti alla Libia) che nel tempo hanno complicato relazioni poi “rischiarate di colpo” dall’avvento di Draghi. Perché lui e Macron “si piacciono”, scrive Sz. E hanno forti interessi comuni, ragiona ancora l’Handelsblatt.

A una domanda sui timori tedeschi ha risposto piccato il portavoce di Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino. La cancelliera è preoccupata che la centralità del rapporto tra Germania e Francia possa venir meno in futuro nell’Ue? “Non ho preoccupazioni del genere da riferire – la replica di Steffen Seibert -. Non credo che l’Europa significhi che si guarda con gelosia se un Paese con cui c’è la più stretta possibile relazione di amicizia, come quella che esiste tra Germania e Francia, ha rapporti di amicizia stretti anche con altri Paesi”.

L’articolo dell’Handelsblatt – titolato ‘L’unione del debito italo-francese’ – rivela però qualche dubbio in più, chiedendosi esplicitamente se l’asse che ha già trovato un neologismo mediatico, il “Dracon”, prenderà “sempre più terreno”. “I due leader potrebbero plasmare l’Ue dopo l’era Merkel e portare avanti una riforma delle regole sul debito”.

Certo, l’impresa non è delle più semplici, continua il testo, “una riforma delle regole del debito non dovrebbe essere facilmente venduta alla Repubblica federale. Spd e Verdi potrebbero mostrarsi più aperti, ma il ministero delle Finanze è andato all’Fdp, che si è sempre detto contrario all’unione dei debiti in Europa”. Meno male che c’è Christian Lindner, in sintesi.

Hb sottolinea la convergenza di interessi di due Paesi che “insieme coprono quasi la metà dei debiti pubblici dell’eurozona”. La conclusione è comunque che “resta da vedere se il duo si trasformerà in un fattore d’influenza in Europa o se il Dracon sarà presto storia”. Il capo dell’Eliseo deve affrontare le elezioni ad aprile e il mandato di Draghi scade fra un anno e mezzo, si ricorda. Inoltre l’ex presidente della Bce potrebbe anche diventare presidente della Repubblica, “carica meno influente”, secondo il quotidiano tedesco.

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