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Il Documento di finanza pubblica vede la recessione | L’analisi

Pil allo 0,4% quest’anno e a -0,2% nel 2027: il Documento di finanza pubblica appena approvato dal governo deve fare i CONTI con la guerra in Iran e, nello scenario avverso che contempla un conflitto lungo, stima per l’anno prossimo una recessione. Nello scenario di base, invece, il Pil dovrebbe attestarsi allo 0,6% quest’anno (dallo 0,7% stimato in autunno), a causa di una crescita nulla parte centrale e un lieve recupero nell’ultimo trimestre. E’ atteso poi un balzo dell’inflazione al 2,8%, mentre il rapporto deficit/Pil dovrebbe scendere al 3%.

Il Dfp è stato inviato alle Camere e al Quirinale, ed è stato validato dall’Ufficio parlamentare di bilancio che però ha sottolineato i rischi di revisione al ribasso delle previsioni “a breve”.

Le tensioni geopolitiche pesano sulle stime e richiedono interventi d’urgenza per sostenere l’economia reale. Anche per questo il governo è deciso a Pil allo 0,4% quest’anno e a -0,2% nel 2027: il Documento di finanza pubblica appena approvato dal governo deve fare i conti con la guerra in Iran e, nello scenario avverso che contempla un conflitto lungo, stima per l’anno prossimo una recessione. Nello scenario di base, invece, il Pil dovrebbe attestarsi allo 0,6% quest’anno (dallo 0,7% stimato in autunno), a causa di una crescita nulla parte centrale e un lieve recupero nell’ultimo trimestre.

E’ atteso poi un balzo dell’inflazione al 2,8%, mentre il rapporto deficit/Pil dovrebbe scendere al 3%. Il Dfp è stato inviato alle Camere e al Quirinale, ed è stato validato dall’Ufficio parlamentare di bilancio che però ha sottolineato i rischi di revisione al ribasso delle previsioni “a breve”. Le tensioni geopolitiche pesano sulle stime e richiedono interventi d’urgenza per sostenere l’economia reale. Anche per questo il governo è deciso a CONTInuare a sostenere i redditi delle famiglie e la liquidità delle imprese.

Se il conflitto si protrarrà, con i “margini” di bilancio che si “assottigliano”, sarà necessario rivedere le priorità di spesa, anche quelle della difesa. Mentre un’eventuale escalation renderà indispensabile un intervento della Commissione europea: l’Italia è pronta a presentare le sue proposte, ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella relazione che accompagna il Dfp. Giorgetti ha ricordato il lavoro fatto dal governo per riportare i CONTI pubblici in ordine, anche prima del previsto, e sottolineato che proprio la maggiore solidità della finanza pubblica ha consentito all’Italia una maggiore resilienza rispetto alla volatilità del mercato. Ma i rischi sono sempre dietro l’angolo. “Il contagio è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all’economia reale.

Tuttavia, vi sono molteplici canali di trasmissione ed è al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensità, non solo perché non è chiaro quanto si protrarrà il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perché non è possibile stabilire la durata e l’entità degli impatti economici delle strozzature dell’offerta che si sono già verificate”. Gli effetti del conflitto, si legge nel Dfp, “saranno concentrati nella parte centrale dell’anno”.

GLI EFFETTI DELLA GUERRA SUL PIL, RIVISTO AL RIBASSO ALLO 0,6%

Il nuovo scenario internazionale, secondo quanto rilevato dal Mef nel Dfp, avrebbe attenuato la crescita di 0,2 punti percentuali nel 2026, di 0,3 nel 2027 e 0,1 nel 2028. “Gli effetti del conflitto in Medio Oriente tendono a manifestarsi pienamente a partire dal secondo trimestre del 2026: a un primo trimestre ancora lievemente positivo segue una crescita del Pil pressoché nulla nella parte centrale dell’anno e un lieve recupero nel quarto trimestre”.

DEFICIT/PIL SOTTO 3% ENTRO QUEST’ANNO, USCITA INFRAZIONE IN 2027

Quanto al rapporto deficit/Pil, il quadro previsivo conferma che “sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3% entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente”. “Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno, ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio”.

SE QUADRO PEGGIORA SERVONO RISPOSTE DA COMMISSIONE UE

“Se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica”, sottolinea Giorgetti nella relazione al Documento di finanza pubblica (Dfp).

CON MARGINI ASSOTTIGLIATI RIDEFINIRE PRIORITÀ SPESA, ANCHE DIFESA

I margini di bilancio, spiega il Dfp, “risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza, sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa”.

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