Il settore dei semiconduttori, così come il mercato azionario, si ritrova in una situazione di sofferenza generale dovuta alla crisi petrolifera e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
In particolare, secondo un’analisi di Xtb, la chiusura dello Stretto ha tra le varie conseguenze un impatto sulle forniture di elio, bromo e petrolio, tre asset chiave anche per il settore dei chip.
L’elio è un gas utilizzato per il raffreddamento dei macchinari di litografia e nei processi al plasma: il Qatar produce il 34% dell’elio globale, che passa per gran parte proprio per lo Stretto di Hormuz.
Il 50% della produzione globale di bromo, un metallo liquido, proviene dal Medio Oriente ed è essenziale per i circuiti stampati, per l’incisione al plasma e per il packaging dei chip. La situazione relativa al petrolio implica infine un aumento dei costi di produzione importante.
Il top player del settore, la taiwanese Tsmc, è in sofferenza dal punto di vista delle quotazioni di Borsa. Il colosso statunitense Nvidia rischia di veder saltare gli investimenti promessi per l’anno per via della situazione geopolitica.
Il produttore di macchinari litografici più importante al mondo, l’olandese Asml, si trova in una situazione tecnica molto particolare.
“Nulla da dire dal punto di vista fondamentale” su Asml, “così come i titoli precedenti, ma la situazione tecnica vede un ribasso importante su base mensile, dove di fatto sono stati violati i minimi dello scorso febbraio, presagio per dei ribassi”, affermano da Xtb.
In conclusione, secondo l’analisi, i titoli legati ai semiconduttori e all’AI potrebbero soffrire di più in una situazione di risk-off generale, in quanto beneficiari di molti investimenti negli ultimi anni. Questi rendimenti passeranno ora “a essere incassati in vista di una situazione generale poco rosea”, concludono gli esperti.








