Il 61% degli italiani non si sente preparato ad affrontare una crisi alimentare strutturale di lungo periodo e il 65% ritiene che la filiera che garantisce la sicurezza alimentare sia esposta a rischi capaci di comprometterne il funzionamento, una quota superiore alla media europea (62%).
È quanto emerge dalla ricerca “Sicurezza alimentare in Europa: la percezione dei consumatori italiani”, realizzata da Excellera Intelligence e presentata da Tetra Pak, secondo cui tra i rischi percepiti come più rilevanti emergono contaminazione e deterioramento del cibo (67%), malattie degli animali (62%) ed eventi climatici estremi (42%), seguiti dalla mancanza di adeguati sistemi di confezionamento (39%).
Tuttavia, una quota corrispondente al 58% degli italiani ritiene che il sistema possa reggere a crisi gravi o eventi estremi, seppur con difficoltà localizzate, tra le quali figurano l’aumento dei prezzi (71%), la scarsità di alcuni prodotti (41%) e la riduzione dell’accesso al cibo per le fasce più fragili (32%).
Sul fronte delle politiche europee degli imballaggi, il 76% degli italiani intervistati ritiene che senza soluzioni di packaging adeguate la capacità di affrontare una crisi alimentare sarebbe ridotta, mentre oltre l’80% sottolinea l’importanza di filiera e approvvigionamenti europei per ridurre i rischi di interruzione.
In questo contesto, i consumatori italiani chiedono che il legislatore dia priorità a prevenzione della contaminazione (51%), conservazione nel tempo (43%) e accessibilità economica del cibo (31%).








