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Ignazio Visco (governatore Bankitalia): «Per la ripresa bisogna usare bene il Recovery fund»

Il Paese ha “retto ed è riuscito a superare” la crisi generata dalla pandemia da coronavirus. Il rafforzamento dell’economia, in corso in questo trimestre, “potrebbe essere superiore alle nostre attese” anche se il calo del Pil, per quest’anno, sarebbe confermato intorno al 10%. Per agganciare la ripresa, l’Italia ha davanti a sé una “grande opportunità”, costituita dal Recovery fund, ma le risorse europee vanno usate per le riforme utili a eliminare ritardi strutturali e “non nell’ottica di una ordinaria legge di bilancio”.
Il monito al governo arriva dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso del suo intervento al comitato esecutivo dell’Abi. Sul Recovery fund l’esecutivo pone molte aspettative perché all’Italia spettano 209 mld. Un’ingente quantità di risorse che, per produrre effetti duraturi e agganciare la ripresa economica, fa capire bene Visco, deve concentrarsi su pochi progetti, mirati, in grado di cambiare il Paese.

La decisione europea di costituire un fondo volto a garantire il benessere delle nuove generazioni, ha messo in evidenza il numero uno di via Nazionale, “è un passo avanti di importanza storica”. Con le risorse del programma Next Generation Eu si può, e si deve, contribuire a cambiare l’ambiente economico e sociale, favorire la nascita e la crescita di imprese che aiutino a rispondere in modo efficace alle sfide prodotte dalle modifiche delle abitudini di consumo, di interazione sociale, di organizzazione dell’attività produttiva, è l’indicazione del governatore. In tutti Paesi vanno individuati percorsi di riforma volti a innalzare il potenziale di crescita, garantendo l’equità e la sostenibilità, non solo finanziaria, dello sviluppo economico. A questo scopo, “nel nostro Paese occorre guardare ai progetti che le ingenti risorse messe a disposizione dai programmi europei rendono possibili non nell’ottica di una ordinaria legge di bilancio, ma concentrandosi su quegli interventi in grado di farci recuperare i ritardi strutturali che più hanno ostacolato, e ancora ostacolano, la ripresa della crescita e la creazione di occasioni di lavoro, qualificate e stabili”.

Le conseguenze di questa crisi globale “sono gravissime e dipendono dalla diffusione del coronavirus, sono difficili da valutare. La portata dell’evento è senza precedenti evidente nei costi di vite umane nel mondo”. Le prospettive “sono incerte e questo incide negativamente su spesa famiglie e imprese. La fiducia è ancora bassa”. Per favorire la ripresa “resta essenziale il supporto delle politiche di bilancio, a livello sia nazionale sia europeo”. I provvedimenti in favore delle famiglie e delle imprese continueranno a essere “cruciali per alleviare i problemi di liquidità, sostenere la domanda aggregata, lenire il disagio sociale e contrastare l’ampliamento delle disuguaglianze”.

Visco ha poi messo in evidenza come, per ridurre l’incertezza e porre le basi per il ritorno a una crescita stabile e sostenuta dell’economia e dell’occupazione, la soluzione dei problemi sanitari e le necessarie misure di stabilizzazione macroeconomica vanno però accompagnate da interventi risoluti sul piano delle infrastrutture, non solo materiali”. Sempre sul Recovery, “ci sono tanti soldi o pochi soldi, a seconda di come vengono letti, ma non vanno sprecati e messi su capitoli ben utili ai quali poi si aggiungono però le azioni delle imprese e delle famiglie. L’investimento pubblico ha come complementarietà’ quello privato, se c’è ed è utile quello privato viene io non ho mai pensato che i finanziamenti possono mancare se ci sono i buoni progetti”.

Parlando delle imprese e delle richieste di maggiore flessibilità per superare la crisi il governatore ha osservato che “tutti pagano dei costi in questo caso, quindi il problema è come superare collettivamente una situazione di grave difficoltà”. Secondo il governatore “si può chiedere allo Stato di intervenire senza ripetere la qualità del debito che si va a creare e che è rilevante, ma ancora più rilevante è come immaginare di rientrare da questo debito. Quindi ci sono misure di sostegno necessarie sul piano fiscale. Il problema grosso è di tutte le imprese che per effetto della crisi si trovano con livelli di capitale anche al di sotto di quelli regolamentari”. Il “punto cruciale” sarà capire quante e quali saranno le imprese che sopravviveranno. Quanto agli interventi per aiutare le imprese a ricapitalizzarsi, ha aggiunto, “ci sono misure già in atto, come le misure a fondo perduto, gli incentivi fiscali, il fondo per le piccole imprese, però’ molte di queste vanno attuate e definite. Sono tutte misure che impattano su bilancio pubblico, quindi la richiesta di avere flessibilità per superare la crisi deve essere ben meditata”, ha precisato Visco.

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