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I primi mesi 2026 del PIL vanno peggio dell’ultimo trimestre del 2025 | L’analisi dell’Istat

Istat-Audizione-DFP-2026

“Le informazioni congiunturali disponibili per i primi mesi del 2026, il cui quadro informativo è ancora in fase di completamento, sembrano confermare una dinamica meno positiva per l’economia italiana rispetto a quanto rilevato nell’ultimo trimestre”.

Così il presidente ISTAT Francesco Maria Chelli in audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Montecitorio, spiegando che la stima preliminare del primo trimestre arriverà giovedì.

“Nel 2025 il Pil in volume è aumentato dello 0,5%, grazie all’accelerazione osservata nella seconda parte dell’anno e al contributo della domanda interna al netto delle scorte.

Nell’ultimo trimestre il Pil è cresciuto dello 0,3% (dopo +0,2% nel terzo), grazie al contributo della variazione delle scorte e degli investimenti e nonostante quello negativo della domanda estera netta.

La domanda interna è stata sostenuta dal lieve aumento della spesa delle famiglie residenti e ISP (+0,1%) e delle AP (+0,2%) e soprattutto dalla crescita degli investimenti (+0,9%), trainati da quelli in abitazioni (+7,1%).

Dal lato dell’offerta, andamenti congiunturali positivi si sono registrati nel valore aggiunto dell’industria in senso stretto (+0,6%) e delle costruzioni (+1,4%), nei servizi l’aumento è stato più contenuto (+0,1%).

Stante la ripresa osservata nella seconda metà del 2025, la variazione acquisita del Pil per l’anno in corso — la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei quattro trimestri del 2026 — risulta pari allo 0,3%.

INASPETTATA RESILIENZA A DAZI, PER ORA EFFETTI INFERIORI ATTESE

“Le restrizioni tariffarie statunitensi sembrano aver avuto, per ora, un effetto inferiore alle attese sull’andamento delle esportazioni e sull’orientamento strategico delle imprese sui mercati esteri.

L’imposizione di dazi più elevati ha comunque prodotto effetti penalizzanti sulle vendite oltreoceano, che in assenza delle nuove misure avrebbero potuto registrare una dinamica migliore.

Così il presidente ISTAT Francesco Maria Chelli in audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Montecitorio, sottolineando che “nel 2025 l’interscambio commerciale dell’Italia ha evidenziato un’inaspettata resilienza rispetto alla forte instabilità che ha caratterizzato i mercati internazionali nel corso dell’anno”.

REVISIONI ISTITUTO RIFLETTONO NATURALE PROCESSO AFFINAMENTO

Le revisioni nelle stime ISTAT sui conti “riflettono il naturale processo di affinamento delle stime”.

Così il presidente ISTAT Francesco Maria Chelli in audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Montecitorio su Dfp.

“Le evidenze risultano pienamente coerenti con quanto già diffuso a livello nazionale il 3 aprile, confermando il quadro di finanza pubblica per il quadriennio.

I dati presentano invece alcune revisioni rispetto a quanto diffuso dall’ISTAT il 2 marzo secondo il calendario annuale dei comunicati stampa dell’Istituto.

Le revisioni — dice — occorse riflettono il naturale processo di affinamento delle stime connesso alla trasmissione dei dati di notifica al 31 marzo, nell’ambito del quale il paese è tenuto a fornire un quadro completo e aggiornato delle statistiche di finanza pubblica sulla base delle informazioni disponibili a tale data; in questa finestra vengono infatti recepite, a parità di metodologie e definizioni adottate, eventuali ulteriori informazioni relative a fenomeni per i quali la disponibilità più completa dei dati può intervenire successivamente alla diffusione dei conti nazionali di inizio marzo”.

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