L’ex capo dell’Ifo, Hans-Werner Sinn, è stato intervistato sulle pagine di Handelsblatt, a proposito del Recovery Fund.
«Gli europei chiamano la loro una politica di salvataggio, ma in realtà si tratta di pagamenti per mantenere un sentimento pro-UE tra le popolazioni dell’Europa meridionale».
L’ex capo dell’Ifo si è espresso riguardo un’ipotetica uscita dell’Italia dalla zona euro. «Un’uscita temporanea, insieme alla svalutazione monetaria e alla riduzione del debito, porterebbe in linea di principio benefici economici all’Italia, ma non sarebbe priva di pericoli. I trasferimenti pacificano politicamente il Paese, ma impediscono il necessario adeguamento al ribasso dei salari, gonfiati negli anni precedenti la crisi Lehman».
Sinn fa un parallelismo tra l’area del Mediterraneo e il Mezzogiorno italiano. «Anche prima della pandemia, la produzione industriale in Spagna e in Italia era inferiore del 20 per cento rispetto al livello precedente allo scoppio della crisi finanziaria. Temo che l’area del Mediterraneo stia affrontando il destino del mezzogiorno italiano, i cui salari sono stati mantenuti al di sopra dei livelli competitivi per molti decenni grazie ai trasferimenti dal nord».
Molti si sono chiesti se sia stata giusta la scelta di Paesi, come la Germania, nell’aiutare quelli in difficoltà, come l’Italia. «Naturalmente dobbiamo aiutare un Paese come l’Italia, quando si vedevano le immagini da Bergamo, dove c’era ovviamente un grande bisogno, l’aiuto era un dovere. E ancora oggi non capisco perché il governo tedesco non abbia fornito unilateralmente 20 o 30 miliardi di euro a sostegno. Mi oppongo solo ai meccanismi che minano la sovranità di bilancio del Bundestag e creano diritti consuetudinari».








