L’integrazione delle capacità di difesa dei Paesi europei, passa anche attraverso la loro modernizzazione. Nel suo editoriale, Francesco Grillo analizza quanto potrebbe costare all’Europa una politica di sicurezza comune adeguata al ventunesimo secolo.
Per rispondere può essere utile ricordare la risposta che Barack Obama fornì al candidato repubblicano Romney nel corso dell’ultimo dibattito televisivo prima delle elezioni presidenziali del 2012. L’avversario di Obama contestò al Presidente che l’esercito degli Stati Uniti avesse nel 2012 meno navi e caccia rispetto alla fine della Seconda guerra mondiale.
Il Presidente Obama lo gelò: “Lei ha ragione e aggiungo che abbiamo anche meno cavalli e baionette di quanti ne avessimo durante la guerra di secessione. Nonostante ciò, l’esercito degli Stati Uniti è oggi molto più potente”.
Le tecnologie cambiano il quadro di ciò che serve per dotarsi di una capacità autonoma di difesa. E, non è escluso che oggi si possa riuscire nel miracolo di spendere meno e difendersi più efficaci. Gli eserciti, le navi, gli aerei avranno sempre meno bisogno di esseri umani; da tempo si fanno, del resto, guerre locali per sperimentare carri senza conducenti.
Ecco perché si deve diventare autonomi dal punto di vista digitale e ciò rimanda alla questione di come l’Europa può dotarsi delle infrastrutture, delle concentrazioni di capitale umano, del controllo di materie prime che le serve per rientrare in una battaglia che al momento sembra riguardare solo Stati Uniti e Cina (persino la Russia ci precede). Quella che serve è una catena lunga fatta di cavi sottomarini, satelliti, analisti.
Di imprese che producono chip e gestiscono piattaforme; altre che progettano e fanno manutenzione di droni; ricercatori che esplorano la frontiera dei sensori che monitorano le condizioni di salute dei militari. Una catena lungo la quale l’Europa presenta dipendenze persino superiori di quelle energetiche che hanno reso, per anni, Putin un alleato scomodo ma inevitabile.
Infine, però, una politica di sicurezza europea presuppone una premessa politica che non può più essere elusa. Condividere dispositivi di difesa e, addirittura, patrimoni informativi capillari significa celebrare unioni persino più indissolubili di quelli costruiti attorno ad un’unica moneta.
È impensabile procedere su una strada così impegnativa con i riti delle unanimità e dei ripensamenti visti anche in questa crisi. Arrivata al bivio decisivo – conclude Grillo – l’Europa avrà bisogno di fare un salto di qualità immaginando un modo completamente nuovo per difendere la pace.








