Sul Messaggero, Francesco Grillo parla della sfida sulle nuove tecnologie tra la Cina e l’Occidente, dalla quale l’Europa deve trarre la forza e le idee per recuperare efficienza. «Quello cinese è stato il più grande balzo che la storia dell’umanità abbia registrato da quando gli economisti raccolgono i numeri sul Pil. È soprattutto sulle tecnologie che i cinesi sono riusciti a conquistare la leadership in alcuni dei settori che faranno futuro: droni, pagamenti elettronici, intelligenza artificiale, griglie intelligenti. La Cina però si pone al nostro opposto sullo spettro dei possibili metodi per governare società ed economie. Che si tratti di una “dittatura” non c’è alcun dubbio».
«La Cina è, anzi, persino più radicale di altri regimi autoritari. Non possiamo, quindi, copiare i cinesi. È, anzi, naturale considerare la Cina un nostro concorrente strategico. Anche perché lancia una sfida alle democrazie liberali che esse possono vincere ricordando tre specifiche lezioni che quel Paese può ispirare. La prima è tutta sul valore della scuola e dell’università come unico, possibile vantaggio competitivo che dura nel lungo periodo», prosegue.
«In secondo luogo, il caso della Cina dimostra che per utilizzare pienamente le possibilità della rivoluzione tecnologica che sta cambiando tutto, è indispensabile la capacità di investire in infrastrutture e programmare cambiamenti complessi. Infine, è molto interessante l’utilizzo sistematico che i cinesi fanno degli esperimenti con i quali verificano quali sono gli approcci migliori per realizzare innovazioni tecnologiche o politiche innovative».
«La Cina è la società più diversa da quella nostra che potremmo mai immaginare. Eppure, proprio perché in gioco c’è la necessità assoluta di capire come entrare in un secolo che pone sfide radicali, è, forse, la Cina» conclude Grillo «il Paese più interessante da studiare».








