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Francesco Grillo (Il Messaggero): «Bisogna ristrutturare il patto di stabilità in Europa»

Ristrutturare il patto di stabilità dell’Europa, muovendosi verso una maggiore flessibilità. Lo propone Francesco Grillo. Si tratta dello stesso patto che, nell’ottobre 2002 l’allora presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, definì «stupido, ma necessario». La stupidità del patto adottato nel 1997 (e riformato nel 2005 e nel 2011) consisteva nel fatto che esso si era rilevato, paradossalmente, poco compatibile con entrambi gli obiettivi per quali era stato stipulato.

Gli effetti sulla crescita di dover evitare come singolo Paese di superare un certo valore predefinito (3%) nel rapporto tra deficit pubblico e PIL, sono evidenti: negli anni “cattivi” di contrazione del PIL (cioè del denominatore del rapporto che, dunque, peggiora) il patto produce una pressione a diminuire la spesa pubblica e ciò può trasformare una recessione temporanea in una depressione di lunga durata; al contrario, negli anni “buoni”, un aumento del tasso di crescita diminuisce l’incentivo a ridurre debiti pregressi, proprio nel momento in cui se ne può tentare un rientro.

Per cambiarlo, secondo quanto scrive Grillo sul Messaggero, bisognerebbe modificarne la logica: mentre quell’accordo prevede che gli Stati acquisiscano margini di flessibilità per rispondere a crisi economiche o per fare investimenti che non si ripetono nel tempo, una sua ristrutturazione potrebbe, al contrario, spostare a livello europeo la responsabilità di rispondere a improvvisi shock che investono l’intera Unione (come quello pandemico) e, progressivamente, anche quella di realizzare gli investimenti necessari per accrescere il potenziale di crescita di lungo periodo dei Paesi (ed, in particolar modo, quelli che sono più indietro).

In questa logica, si sposterebbe all’Unione non solo il finanziamento. ma la gestione di ammortizzatori in grado di raggiungere cittadini messi in difficoltà da una crisi improvvisa. Bisognerebbe però cambiare l’organizzazione della Commissione, il suo budget, i meccanismi di come si decide e si risponde ai cittadini.

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