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Roberto Gressi (Corriere della Sera): «Variante Omicron: Draghi è intervenuto per contrastare la pandemia»

«La scelta di chiedere un tampone anche ai cittadini europei già vaccinati che vogliono entrare nel nostro Paese non è stata altro che un intervento necessario per contrastare la pandemia non ancora domata». Questo è il punto di vista di Roberto Gressi, che sottolinea come, a guidare la scelta di Draghi di «agire senza aspettare i tempi a volte farraginosi dell’alleanza», siano «stati i numeri».

«Una decisione obbligata che, come è apparso evidente, non mette in dubbio la convinta adesione all’Europa, non solo perché le credenziali di Draghi sono fuori discussione in questo campo, ma anche perché una maggioranza molto ampia condivide oggi con lui questa vocazione» sostiene sul Corriere della Sera. «Dalla Commissione europea sono trapelate comunque perplessità sulla scelta italiana e sono arrivate spinte perché gli Stati membri non ostacolino in modo sproporzionato la libertà di movimento. Proposito lodevole, purché ci si intenda sui confini di “sproporzionato”».

«Difendere la quasi normalità riconquistata “con le unghie e con i denti” dopo 135 mila morti, vita economica e sociale azzerata, Pil crollato del 9%, malati costretti alla solitudine, scuole chiuse e tanto altro ancora, può essere definito “sproporzionato”? Il documento finale del Consiglio europeo infatti, in modo realistico, si limita a indicare l’obiettivo che anche sulle restrizioni di viaggio si producano sforzi coordinati per rispondere al meglio all’andamento della pandemia».

«L’Italia è assolutamente all’avanguardia nella campagna di vaccinazione e sta affrontando con coraggio l’estensione della protezione anche ai ragazzini tra i 5 e i 12 anni. Ma le varianti» conclude Gressi «e soprattutto la variante Omicron, stanno mostrando che le iniezioni sono un baluardo straordinario contro il virus, che però deve essere sostenuto da comportamenti virtuosi. Dire che i vaccini garantiscano un “liberi tutti” rispetto ai contagi che ancora rischiano di dilagare sarebbe, quello sì, un segnale sbagliato».

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