In Europa «c’è una minaccia e un rischio senza precedenti», dice il Presidente del Comitato militare dell’Unione europea, il Generale Claudio Graziano. «Io sono il Generale di più alto grado in Europa e il più anziano ma in questi 50 anni di carriera non ho mai visto una guerra così vicina e diretta contro i paesi dell’Europa, al massimo si trattava di una guerra interna», dice prendo il Convegno “La crisi in 5 punti” all’Università degli studi internazionali di Roma-Unint.
Un convegno che dopo i saluti del presidente dell’Università, Maurizio Finicelli, e l’introduzione del Preside della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali, Professor Ciro Sbailo’, ha visto tra gli altri anche gli interventi del Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Benedetto Della Vedova, del Generale Stefano Orazio Panato, già Vicedirettore del Sismi, e di Alfredo Mantici, già capo del Dipartimento Analisi del Sisde.
«Nessuno credeva che fosse possibile nel 2022 vedere non una guerra ibrida ma una guerra convenzionale, con carri armati, bombardamenti e soldati sul terreno. Un’invasione ingiustificata di un paese sovrano era una cosa sfuggita alla valutazione complessiva. È stato come risvegliarsi dalla Belle Époque e trovarsi nelle trincee della Prima Guerra mondiale».
«Una cosa imprevista in cui ci siamo trovati spiazzati. Noi italiani pensavamo che la minaccia venisse da Sud, dalle migrazioni incontrollate dei paesi dell’Africa e dal terrorismo islamico, invece è arrivata, improvvisa, dall’Est. Le lancette della storia sono state portate indietro di 70 anni. Forse il messaggio che viene dall’Ucraina è che ci troviamo di fronte non a una guerra tra due stati ma semplicemente a un passaggio della Russia verso un obiettivo finale, per avere di nuovo il ruolo di superpotenza mondiale. La Russia sta cercando di ricreare un impero».
«La strada maestra resta quella del negoziato, e le sanzioni, pesantissime, possono aiutare, mettendo la Russia in difficoltà, evitando una crisi peggiore che potrebbe avere effetti tragici. Tutto questo» conclude Graziano «ha reso obbligatorio la creazione di una potente Difesa europea: se l’avessimo avuta, efficace, l’Ucraina non sarebbe stata invasa. E le mosse di Putin hanno accelerato in modo drastico la volontà di crearla».
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