“Ci sono oltre 5 milioni di persone in Ucraina, il 10%-15% della popolazione, costrette fuori di casa. Più della metà sono uscite dal Paese ma a questo ritmo saranno 3 milioni entro un paio di giorni. Ci sono al momento almeno 2 milioni di persone in movimento verso Ovest. Un terzo dei 40 milioni di abitanti dell’Ucraina è in una situazione disperata dal punto di vista dei bisogni in conseguenza della guerra”.
Lo dice Filippo Grandi, Alto commissario dell’Onu per i rifugiati (l’Unhcr), in una INTERVISTA al Corriere della Sera.
“È un fiume di persone in piena, una valanga di cui non vedi l’inizio e la fine. È una massa cupa, fatta di esseri umani traumatizzati, soprattutto dalla velocità in cui sono precipitati nella disperazione.
È una fortuna – prosegue – che gli ucraini abbiano tantissime connessioni in Europa, dove ci sono comunità ben radicate.
In questo senso il loro inserimento temporaneo è più facile, non c’è bisogno almeno per ora di grandi centri di accoglienza. Ma dobbiamo vedere come si sviluppa questo movimento”.
“Sono molto contento che alla fine l’Europa abbia capito due cose. La prima è che un’emergenza rifugiati colossale, molto più grande di quella del 2015, è gestibile, cosa che l’Unhcr dice da anni. La seconda è che si può fare se gli Stati cooperano come sta accadendo adesso”, conclude.








