Giuseppe Soriero (presidente Conferenza dei Presidenti delle Accademie Statali): «Rilanciamo le dimore storiche italiane con i giovani allievi: sono loro il nostro futuro»

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Valorizzare il patrimonio culturale privato, fatto di case, ville, castelli, giardini, palazzi, coinvolgendo gli studenti, chiamandoli a sperimentare nuovi modi per raccontarlo. Nasce con questo intento la collaborazione tra l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) e le Conferenze dei Presidenti e dei Direttori delle Accademie di Belle Arti. Ad annunciare l’intesa è Giuseppe Soriero, presidente della Conferenza dei Presidenti delle Accademie Statali.

«Ancor più in questa fase di contrasto al Covid vogliamo alimentare tra i giovani e nell’opinione pubblica italiana ed europea un’immagine positiva dell’Italia, quindi la proiezione dell’accordo tra le Accademie e le dimore storiche per far conoscere quanto di più bello ci sia in Italia, quanto di più importante possa attrarre attenzione e presenze del turismo, dell’imprenditoria, degli investimenti in Italia valorizzando il bello e i valori storici. È un nuovo grand tour e questa volta a condurre il grand tour sono i giovani delle Accademie, sono loro le nostre guide, sono loro il nostro futuro».

Secondo il primo Osservatorio sul patrimonio culturale privato realizzato dalla Fondazione Bruno Visentini, le dimore storiche sono circa 17 mila e nel 2019 hanno ospitato 45 milioni di visitatori. Una vera e propria leva economica, come sottolineato dal presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, Giacomo Di Thiene. «La nostra associazione ritiene oggi più che mai fondamentale lavorare con le nuove generazioni, a partire dalle scuole materne fino alle università, perché il patrimonio culturale non è delocalizzabile quindi crea occupazione oggi per artigiani, restauratori ma anche per tutta la filiera del turismo e può creare occupazione anche per le future generazioni. Quindi noi vogliamo cogliere l’occasione di questa collaborazione per portare i giovani nelle dimore, mostrare loro cosa significa conservare, mantenere e valorizzare queste dimore senza aiuti pubblici, perché i privati hanno pochissimi finanziamenti. Quindi farsi venire delle idee nuove. I giovani di oggi devono diventare gli ambasciatori del nostro patrimonio domani».

Gli allievi delle Accademie di Belle Arti statali si dedicheranno infatti alla valorizzazione delle dimore presenti nel loro territorio, come spiegato da Antonio Bisaccia, presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie statali. «Il genius loci scolpisce l’identità dei luoghi e quindi anche delle cosiddette dimore. I nostri allievi possono in qualche modo disegnare questa identità del luogo e soprattutto restituirla in una nuova prospettiva attraverso il loro punto di vista, che è già un punto di vista nuovo, di giovani che si affacciano al mondo dell’arte e anche attraverso la caratura espressiva delle diverse tecniche artistiche. La restituzione che gli studenti possono dare di questi luoghi – che sia rappresentazione visiva, cinematografica, fotografica, o attraverso le nuove tecnologie – è una restituzione che diventerà essa stessa patrimonio culturale».

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