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Giulio Tremonti (ex ministro): «L’IVA non misura i profitti, così l’una tantum sull’energia rischia l’illegittimità costituzionale»

“L’Iva non è un’imposta sui profitti ma per catturare l’extragettito si fa un salto dagli scambi ai redditi, e questa asimmetria può generare un primo vizio di costituzionalità”.

È quanto sottolinea Giulio Tremonti in merito all’una tantum che il governo ha costruito in due tappe per finanziare il taglia-prezzi prima e poi il bonus da 200 euro, in un’intervista a ‘Il Sole 24 ore’.

“Una seconda asimmetria – spiega – è nel confronto temporale fra l’inverno del Covid e quello del ‘rimbalzo’ del Pil, così che si finisce per tassare retroattivamente una quota della ripresa. Capisco il carattere di extrema ratio di questa scelta politica, ma su queste basi l’obiettivo dei 10 miliardi di gettito pare quantomeno improbabile”.

Quanto al parallelismo con la Robin Tax l’ex ministro dell’Economia rimarca: “La Robin Tax era davvero sui profitti, e rivolta a una platea più ampia che comprendeva banche e assicurazioni oltre all’energia. Ma poi è arrivato lo stop della Corte Costituzionale. È arrivato sette anni dopo, nel 2015. – argomenta Tremonti –

La Corte ha censurato il carattere strutturale che nel frattempo aveva assunto la Robin Tax, ma con una sentenza innovativa l’ha fermata solo per il futuro, per salvaguardare l’equilibrio di bilancio previsto dall’articolo 81 della Costituzione”.

Il nuovo prelievo straordinario però è un’una tantum e quindi non dovrebbe avere problemi. “Invece il salto logico fra Iva e profitti è un vizio oggettivo perché la meccanica della fatturazione Iva non corrisponde a quella della produzione del profitto”.

Per Tremonti dunque, a fronte di una tantum illegittima e di uno scostamento improbabile “il rischio è che in queste condizioni, senza una vera e necessaria Finanziaria, questa davvero molto difficile da far votare in Parlamento, Europa e mercati, o viceversa, chiedano una patrimoniale.

Un rischio che già è in nuce nel riferimento ai valori Omi degli immobili, riferimento così fortemente voluto nella delega fiscale da Palazzo Chigi”.

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