“Per queste multinazionali il fattore umano non conta nulla. I rider sono solo un numero e dentro il numero, secondo loro, non c’e’ l’uomo ma solo un codice”. Lo afferma Giuliano Zignani, segretario della Uil Emilia-Romagna commentando all’Agi la vicenda del fattorino 23enne di Ferrara che essendo in coma a seguito di una caduta durante una consegna non può comunicare il proprio Id e di conseguenza la piattaforma Deliveroo non apre la pratica di infortunio sul lavoro.
“Purtroppo – commenta Zignani – siamo in una situazione disastrosa per quanto riguarda questi lavoratori, siamo di fronte a una situazione che va risolta una volta per tutte. Occorre – auspica il sindacalista – che ci sia un accordo a livello europeo per fare in modo che questi lavoratori siano riconosciuti in tutta Europa con gli stessi diritti di un lavoratore dipendente altrimenti siamo solo di fronte a una situazione di sfruttamento”.
La pandemia ha comportato un forte incremento di richiesta per il servizio di consegne e domicilio, settore in cui si sono riversati anche molti dei precari che a causa delle limitazioni e delle chiusure hanno perso il lavoro: “Nella sola città metropolitana di Bologna – racconta Zignani – ci sono circa 2500 riders, fino a poco tempo fa erano 600. Siamo di fronte a un aumento esponenziale di questi dati”








