Il vicepresidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, già presidente del Consiglio ed ex vicepresidente della Convenzione europea, ospite a “Caffè Europa”, in onda su Rai Radio1. «Il processo di integrazione dell’Unione europea cresce via via che ci rendiamo conto che quanto dicevamo in astratto un tempo si verifica in pratica, come per la sanità».
«Quando scrivemmo le competenze dell’Ue non avevamo alcuna ragione per pensare servisse di più che un semplice coordinamento degli Stati in materia sanitaria. L’Ue ha competenze esclusive, concorrenti e infine complementari, tra le quali rientra la sanità. Poi esplode la pandemia e ci accorgiamo che abbiamo bisogno che l’Ue assuma responsabilità dirette in materia perché la pandemia non ha confini, perché il piano vaccinale deve essere comune, perché la gente per muoversi deve avere un unico documento. È cosi in concreto che cresce il bisogno di dare più competenze all’Unione», continua Amato.
Amato ha anche parlato del dibattito che ci sarà nella Conferenza sul futuro Ue a proposito di un Recovery Fund oltre la pandemia: «Sarà difficile prevedere un indebitamento comune nell’Ue, uno strumento permanente per affrontare spese comuni legate a cause comuni. Le diffidenze tra gli stati membri peseranno molto».
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