“Il presidente del Consiglio ritiene di andare avanti, se c’è ancora una maggioranza. Se si stacca qualcuno, ne trarrà le conseguenze. Da questo punto di vista credo che la condotta di Draghi sia lineare”. Lo dice all’Adnkronos il professor Giovanni Maria Flick, analizzando le parole del capo del governo sul possibile strappo del Movimento 5 stelle.
“In queste ore si stanno facendo molte analisi politiche, ma l’iter costituzionale in questo caso sembra in realtà semplice. A Draghi vengono attribuiti sorrisi, ammiccamenti, sguardi. In realtà – aggiunge il costituzionalista – mi sembra giusto che il presidente del Consiglio, rilevato che c’è stato un atteggiamento di spaccatura nell’ambito della sua maggioranza, sia salito al Quirinale e abbia – ritengo – chiarito al Presidente della Repubblica che va avanti finché la maggioranza c’è. Diciamo che questo discorso dei penultimatum e degli sfracelli, come giustamente rileva Draghi, non sembra molto in linea con il dettato costituzionale”.
Draghi si sente forte dell’appoggio di Mattarella? “Non entro in valutazioni di tipo politico istituzionale – risponde Flick – Il presidente del Consiglio pensa di andare avanti finché la maggioranza regge. L’interpretazione della Costituzione non può essere una palla di vetro per formulare previsioni o leggere il futuro. Mi sembra in definitiva che il problema se andare avanti o no riguardi essenzialmente la politica e non il profilo dell’iter costituzionale”.
Il Movimento 5 stelle, sulla fiducia al Senato sul dl aiuti, potrebbe astenersi o uscire dall’aula. Cambierebbe qualcosa? “La Costituzione non mi sembra faccia simili distinzioni, mi pare che nel nostro paese, e soprattutto in politica, la linea più breve tra due punti non sia una retta ma una spirale”.








