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Giorgia Serughetti (Domani): «L’egemonia culturale della sinistra sta finendo»

Sul quotidiano Domani, Giorgia Serughetti si sofferma sulla sinistra che, a suo dire, “sta perdendo la sua egemonia culturale”: “A una settimana dall’entrata in carica del governo di Giorgia Meloni, una sola cosa si può dire con certezza: niente di ciò che lei o i suoi ministri hanno detto o annunciato di fare era inatteso.

Non lo era la svolta sulle misure anti pandemiche, né la retorica del «merito» introdotta fin nel nome del nuovo ministero dell’Istruzione; non lo era la durezza delle posizioni anti ong del ministro Piantedosi, né la stretta sui rave party.

L’enfasi sulla ‘libertà’ di emergere in base al ‘merito’, in opposizione allo sforzo per ridurre le disuguaglianze – scrive l’editorialista – era una parola d’ordine del programma di Meloni, con la sua saldatura tra tradizionalismo, liberismo e individualismo proprietario.

l governo muove i suoi primi passi in piena coerenza con un’identità costruita e difesa negli anni. Se però questa offensiva era ben prevedibile, colpisce l’apparente impreparazione delle forze che siedono tra i banchi dell’opposizione, l’impressione di debolezza di gran parte dei loro discorsi.

Le prime fiammate di discussione seguite alle dichiarazioni dei rappresentanti del governo e della maggioranza mostrano non solo il della maggioranza mostrano non solo il potere incontrastato di agenda setting da parte di Meloni e dei suoi, ma anche l’automatismo di reazioni prevedibili e inefficaci.

Inefficaci – spiega Serughetti – perché prive di risonanza con il sentire diffuso, a differenza del linguaggio della destra che non da oggi – rivela una capacità superiore di colonizzazione del discorso pubblico. La retorica della «minorità culturale» di questa parte politica ha indotto troppi a sottostimare l’offensiva della maggioranza avrebbe sferrato.

Ma la verità è un’altra. Ed è che la destra d’opposizione e di governo ha costruito da tempo i frame dominanti (altro che minoritari) entro cui le questioni più divisive sono inquadrate, dall’«invasione» dei migranti, alla «sicurezza», al «pericolo gender».

La sinistra – conclude – si inganna se crede di poter contare a lungo sulla superiorità che le deriva dalla presenza nei luoghi della cultura ‘alta’. È tempo che prenda sul serio la sfida dell’egemonia culturale, e si decida a misurarsi”.

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