“L’Unione europea era troppo impegnata a occuparsi di questioni di lana caprina per accorgersi che, per esempio, le nostre nazioni non controllavano più niente per quello che riguarda l’approvvigionamento fondamentale. Noi non eravamo padroni della nostra energia, non eravamo padroni delle materie prime fondamentali”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, ospite di MattinoCinque, aggiungendo che “qualcuno addirittura, quando dicevamo anni fa che servisse una sovranità alimentare, ci diceva in risposta che eravamo autarchici. Poi è arrivata la pandemia, è arrivata la guerra in Ucraina e ci siamo accorti che quando tu dipendi da nazioni che non puoi controllare, non sei padrone del tuo destino”.
Secondo Meloni, oggi la sfida per l’Europa è “tornare padrona del suo destino. Sappiamo come dobbiamo cucinare gli insetti ma non abbiamo una politica estera, non abbiamo una politica di difesa, non abbiamo una politica di controllo delle nostre catene di approvvigionamento fondamentali”. Alla domanda se la responsabilità delle difficoltà dell’Ue sia da attribuire alla presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen, la premier ha spiegato che “il problema è la maggioranza che sostiene la Commissione, come sempre accade in queste cose. Ci stiamo a impiccare sul nome, ma la verità è che serve una maggioranza diversa da quella vista negli ultimi 5 anni, con i socialisti e i liberali: mettere insieme questa gente non risolve i problemi”.








