Separare la formazione del prezzo dell’energia elettrica prodotta da rinnovabili da quello derivante dal gas?
Del cosiddetto disaccoppiamento si parla da giorni come presunta soluzione al caro energia, ma farlo è “impossibile tecnicamente”.
A dirlo è Gianni Armani, presidente di Elettricità Futura, intervistato oggi dal quotidiano La Repubblica.
Il manager, alla guida dell’associazione nazionale dell’energia elettrica che rappresenta oltre il 70% del mercato italiano, ha spiegato che per separare i prezzi “sarebbe necessario che lo decidessero tutti i Paesi europei”, evidenziando che “chi lo propone evidentemente non sa di cosa sta parlando”.
Se si procedesse con questa misura, avverte Armani, invece di scendere, i prezzi salirebbero: “Tutti i Paesi europei hanno interesse ad abbassare i prezzi. Se non lo fanno è perché evidentemente non è possibile”.
Armani ha poi affrontato il tema delle bollette elettriche, spiegando che le famiglie più colpite dai rialzi sono quelle che hanno scelto il libero mercato con tasso variabile, “che sono circa il 20% del totale”. Il restante 80%, invece, “grazie alla scelta lungimirante di aver optato per il prezzo fisso non ha subito incrementi”.
Tra le imprese, la situazione è diversa: “quelle che hanno scelto il prezzo variabile sono il 60%, mentre per il restante 40% c’è la copertura del prezzo fisso”.
Elettricità Futura sta dialogando con il governo e con le parti sociali, proponendo misure per contenere i costi dell’energia. Tra queste, Armani sottolinea che contrattualizzare a medio periodo l’energia da impianti rinnovabili permetterebbe alle aziende “di avere prezzi più bassi e stabili”.
Inoltre, il rinnovamento degli impianti eolici e fotovoltaici già esistenti porterebbe “il duplice vantaggio di evitare impatti ambientali aggiuntivi e aumentare la disponibilità di energia”.








