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Sestino Giacomoni (presidente Commissione vigilanza CDP): «CDP: gestore “professionale” di patrimonio per l’innovazione e la sostenibilità»

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Secondo il presidente della Commissione di vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti, Sestino Giacomoni, con il Patrimonio Destinato – introdotto con il decreto Rilancio –, CDP «svolgerà un ruolo di gestore “professionale” di patrimonio nell’ottica di favorire l’innovazione e la sostenibilità nell’ambito della riconversione progressiva del tessuto produttivo nazionale».

«Nella sua fase applicativa» precisa il deputato di Forza Italia in un’intervista a Economy, «può agire in deroga alla normativa inerente agli aiuti di Stato ed investire anche in aziende in crisi ad alto rischio, in cui non è ovviamente il caso di coinvolgere il risparmio privato. Dopo il 31 dicembre 2021, quando verrà meno il regime straordinario derogatorio sugli aiuti di Stato, potrà operare solo seguendo le regole del mercato».

«A quel punto dovrà evolvere in qualcosa di molto diverso, in un vero e proprio Patrimonio Rilancio, che funzioni e operi secondo logiche private e potrà diventare un importante strumento a supporto della capitalizzazione delle imprese italiane, una leva economica importante per il rilancio economico del nostro Paese. Lo strumento straordinario e a carattere temporaneo (la cui durata prevista è di dodici anni) sarà alimentato da risorse del Ministero dell’Economia e delle Finanze e gestito da Cassa Depositi e Prestiti e in questo senso potrà giovare alla mission di CDP, che avrà nel suo arco una freccia in più per sostenere il sistema economico-produttivo italiano».

«Il mio auspicio è che grazie anche a questo strumento, i cui criteri per l’investimento sono stati fissati dal MEF con apposito decreto e con l’apporto decisivo di CDP, l’Italia possa affrontare le sfide post-pandemiche che l’attendono, sia sul versante interno, sia a livello internazionale in termini di competitività del nostro sistema-Paese. La mia speranza è che Patrimonio Rilancio si trasformi nel tempo in un vero e proprio Fondo Sovrano Italiano o Fondo Strategico Nazionale, gestito da CDP, con il coinvolgimento delle maggiori istituzioni finanziarie italiane, indirizzando volontariamente anche gran parte del risparmio privato verso l’economia reale».

Inoltre, evidenzia che «l’ingresso del Gruppo CDP in Euronext e la contestuale acquisizione di Borsa Italiana, rappresenta senza dubbio un punto di forza per garantire gli interessi nazionali. L’operazione è coerente con la mission di CDP di sostenere le infrastrutture strategiche del Paese con una prospettiva di lungo termine ed è il primo passo verso il riconoscimento per l’Italia di un ruolo sempre più importante nel completamento del mercato unico dei capitali».

«Per il resto, sappiamo che CDP è focalizzata sull’acquisizione di un ulteriore 10% di Open Fiber con la finalità di accelerare il piano di investimenti per realizzare una rete in fibra ottica su scala nazionale aperta a tutti gli operatori, favorendo lo sviluppo di un’infrastruttura strategica per il Paese e riducendo il digital divide. Sulla tempistica del disimpegno di Enel credo che il recente avvicendamento dei vertici di Cdp possa aver influito dilatando un po’ i tempi, ma trattandosi di un’operazione dalla portata considerevole è giusto che tutti gli attori in campo abbiano tempo e modo di valutare ogni singolo aspetto». 

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