Secondo gli analisti politici francesi Mario Draghi è un «De Gaulle italiano». Sottolinea questa posizione anche direttore del settimanale Le Point, Etienne Gernelle, che spiega come «in pochi mesi il presidente del consiglio italiano ha varato un audace programma di riforme mentre la Francia continua ad aspettare la rivoluzione promessa». Lo ribadisce il Figaro a proposito delle conquiste «spettacolari» del nostro premier. Lo dice anche Le Monde secondo cui «SuperMario ha rimesso l’Italia al centro del gioco europeo».
A ricordare i giudizi positivi d’Oltralpe è il Quotidiano Nazionale che oggi intervista Alain Duhamel, membro dell’Accademia di scienze morali e politiche. Al giornale del gruppo Riffeser l’editoriale transalpino dice: «Se Mario Draghi avrà una maggioranza sufficientemente stabile per realizzare il programma politico annunciato, allora non ci sono dubbi, potremo paragonarlo a De Gaulle: non al generale della Seconda Guerra Mondiale, ma all’uomo politico che nel 1958 diede vita alla Quinta Repubblica. De Gaulle rimise in piedi la Francia: possiamo dire che Mario Draghi sta facendo la stessa cosa con l’Italia». Rispetto alle proteste per il green pass Draghi ha tenuto.
Duhamel aggiunge: «Draghi ha saputo essere coerente, fermo sulle proprie posizioni e idee, senza accettare né arrangiamenti né disordini parlamentari». Rispetto al futuro Duhamel aggiunge: «Mi auguro che resti presidente del consiglio. A meno che non si trovi il modo di dare più poteri al presidente della Repubblica. Spero dunque che continui a fare il premier, con la stessa solidità, autorevolezza e fermezza di oggi. E spero che insieme a Macron sappia imprimere all’Europa la svolta necessaria».
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