«Abbiamo i fondamentali giusti per evitare la stagnazione in Europa». Lo sostiene il Commissario per gli Affari europei e monetari, Paolo Gentiloni, in merito ai rischi che la guerra in Ucraina comporterà per la crescita. «Non credo che siamo condannati alla stagnazione o alla recessione» prosegue. «Avremo una riduzione di crescita, ma non è inevitabile che si arrivi a zero o a tassi negativi. Abbiamo i fondamentali giusti per evitare la stagnazione in Europa. E penso che accreditare lo scenario della stagflazione potrebbe portare a una profezia che si autorealizza».
«Il Patto di Stabilità è sospeso, le condizioni di finanziamento sui mercati restano favorevoli, nonostante il rallentamento del quantitative easing deciso dalla Bce. Il Pnrr è in pieno svolgimento e quest’anno l’Italia potrebbe ricavarne 40 miliardi. L’inflazione, gli alti prezzi dell’energia, lo stress di alcune filiere come quella automobilistica in Germania non possono essere ignorate. E l’Ocse parla di una diminuzione dell’1,4% della crescita nell’Eurozona. Ma anche questo scenario» indica Gentiloni nell’intervista al Corriere della Sera «lascerebbe il tasso di sviluppo sopra il 2%, cifra non banale. Se agiamo coordinati con strumenti giusti, evitando strette premature e pericolose ma anche eccessi di spesa corrente non necessaria, possiamo salvare un discreto livello di crescita».
«Sarà decisivo anche il fattore fiducia: la guerra non deve ridurre la propensione a consumare e investire. Chi ha responsabilità economiche deve evitare di dipingere la situazione a tinte più fosche della realtà». Per l’Italia questo significa «un impegno straordinario per il Pnrr. Abbiamo bisogno dei 40 miliardi previsti per quest’anno. Come ripete giustamente il presidente Draghi, occorre continuare questo sforzo fondamentale, non per disciplina verso Bruxelles, ma per avere risorse per fare gli investimenti necessari a una crescita sostenibile», sottolinea Gentiloni.
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