La mossa decisiva per rilanciare la competitività italiana è la «semplificazione». Lo sostiene il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, in audizione alla Commissione parlamentare per la semplificazione, sull’indagine conoscitiva sulla semplificazione delle procedure amministrative connesse all’avvio e all’esercizio delle attività di impresa.
«È già complicato per gli addetti ai lavori seguire la situazione, figuriamoci per i cittadini. E non è solo un problema di iper-regolamentazione legislativa, ma di tutti gli atti amministrativi conseguenti», che possono «impegnare gli uffici per mesi: è essenziale, anche nell’atto amministrativo, non solo nella legge, trovare forme di immediata applicazione».
Per il ministro «bisogna andare sempre più verso adempimenti automatici, snelli, veloci, altrimenti la faccenda si complica. Ed è ulteriormente complicata dalla necessità, giustamente, di evitare eventuali problemi con la Corte dei Conti: provvedimenti autoapplicativi senza grande discrezionalità, proprio per velocizzare tutto l’iter».
«La pandemia ha esasperato questo tema, anche se ha avuto effetti positivi nell’uso degli strumenti informatici da parte della popolazione, ma i problemi sono stati notevoli. Gli effetti del Covid sulla burocrazia sono uffici chiusi, caos totale, difficoltà di gestione. Cosa si può fare? L’agenda della semplificazione è uno strumento esistente e va reso concreto, ma la digitalizzazione è la seconda parte della semplificazione: semplificazione e digitalizzazione possono trovare la soluzione ai problemi» e «i due pilastri del Pnrr sono proprio la digitalizzazione e la sostenibilità», ha concluso.
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