Gaetano Manfredi (ministro Università): «Nel dopo emergenza Covid non c’è calo delle matricole»

“Anche se per avere un quadro completo dobbiamo aspettare almeno metà ottobre tutti i segnali, dalle università che hanno iniziato le iscrizioni alle pre-iscrizioni fino ai corsi ad accesso programmato, ci dicono che il calo di matricole non c’è. La richiesta di università è infatti comparabile se non addirittura superiore a quella degli anni scorsi”. Così il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi in un’intervista al Sole 24 ore, in cui offre anche una spiegazione: “L’efficacia delle politiche del governo: da un lato, l’impatto delle misure sulla tassazione, che consentirà a uno studente su due di pagare meno tasse, è stato significativo in un momento di crisi economica; dall’altro, è passato il messaggio rivolto ai giovani che per avere un futuro bisogna acquisire delle competenze”.

“Aver mantenuto la possibilità di seguire anche a distanza fa sì che chi era già incardinato in un ateneo al secondo o al terzo anno conferma la scelta e resta nello stesso ateneo – osserva il ministro – mentre per le matricole, per cui abbiamo dato l’indicazione di privilegiare i corsi in presenza, registriamo un incremento delle immatricolazioni in alcune regioni del Sud, ad esempio in Sicilia e Puglia, senza avere però un calo negli atenei del Nord. Grazie proprio alla maggiore propensione a iscriversi all’università. Nel Recovery fund – rileva Manfredi – ci sarà una linea d’intervento dedicata agli investimenti in istruzione, formazione e ricerca per recuperare il gap di laureati e di accesso alla formazione terziaria”; e in legge di bilancio “penso che consolideremo le misure sul diritto allo studio, rendendole strutturali, e daremo un segnale di attenzione agli enti di ricerca”.

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