“Il primo lavoro da fare è velocizzare e sbloccare la realizzazione di infrastrutture indispensabili per il bene sociale ed economico del Paese”. Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia chiede al governo di fare presto ”oppure rischiamo di perdere le risorse del Recovery Fund”. Un appello che Buia rinnova di fronte ai numeri, censiti dall’associazione dei costruttori edili, che vedono ben 739 opere bloccate per un valore che si aggira intorno si 72 miliardi. Ma non solo. A queste cifre si aggiungono quelle relative ai tempi di realizzazione.
”In genere per realizzare una grande opera da noi ci vogliono in media 15-16 anni. L’Europa ci chiede di farlo in 5 anni -aggiunge Buia-. Allora bisogna intervenire in fretta. A parole vedo che c’è la buona volontà per semplificare e mi auguro che questa sensibilità basti. Voglio essere ottimista. Dobbiamo dare operatività e regole nuove al Paese al pari altri paesi europei. Solo così potremmo tornare a crescere”. Finora, evidenzia Buia, ”ci si è concentrati sulla fase di gara e sull’individuazione di opere da commissariare ma non sulle procedure a monte della gara nelle quali si annida il 70% dei ritardi”.
Di qui la necessità di un deciso cambio di passo. Occorre, dice Buia, dunque “avere il coraggio di tagliare passaggi inutili, eliminare sovrapposizioni di competenze e imporre tempi perentori per le decisioni”, afferma, auspicando che ”tutti i ministeri e le istituzioni competenti collaborino affinché si arrivi quanto prima a delineare un sistema decisionale rapido e efficiente, che è la vera svolta attesa dal Paese in vista del Recovery Fund”. ”L’Europa ci dice chiaramente cosa dobbiamo fare -aggiunge Buia- e nel 2026 e ci sono step da verificare e i benefici per la collettività. L’Europa non ci regala soldi, ce li presta. Dobbiamo mettere a punto uno snellimento delle procedure che dobbiamo mantenere al di là delle risorse del Recovery, ma per per programmare il futuro del Paese al 2030”








