“Finché ci sarà Putin, il mondo non potrà vivere pacificamente”, “bisogna aiutare Kiev a vincere la guerra e creare le condizioni in Russia per un golpe”, “dobbiamo tenere sotto pressione la Russia. Questo non significa un attacco diretto o uccidere Putin. Durante la Guerra fredda abbiamo fatto il possibile per liberare i russi dall’Unione sovietica ora dobbiamo fare il possibile per liberarli da Putin”.
Lo afferma Fred Kagan, direttore del Critical Threats Project all’American Entreprise Institute che, nel 2007, convinse il presidente George W. Bush a far scattare il surge (ovvero l’invio di altri 20mila soldati in Iraq) ed ex collaboratore del generale David Petraeus in Afghanistan.
“Putin lo ha detto chiaramente e più volte: vuole riprendere tutta l’Ucraina. Non si accontenterà dell’Est del Paese. Se si fermerà, sarà solo per riorganizzare l’esercito e poi tornare all’attacco. Il conflitto in futuro potrebbe estendersi alla Moldavia e agli Stati Baltici”.
Perché Mariupol
“Perché prendere Mariupol è così importante per i russi? Conquistare la città permetterebbe a Mosca di unire la Crimea al Donbass. Inoltre la città, che era riuscita a resistere anche all’invasione del 2014, ha un significato simbolico” ma “gli ucraini stanno combattendo ovunque con determinazione e hanno avuto otto anni per rendere Mariupol una fortezza”, “l’Ucraina non ha le forze per rompere l’assedio.
Inviare in supporto le truppe che ora si trovano sul fronte orientale significherebbe dare la possibilità ai russi di avanzare su quel lato e accerchiare altre città. Mariupol potrà combattere finché avrà armi, cibo e acqua. Ma quando quest’ultima finirà, cadrà molto velocemente” e “per la città sarà terribile, succederanno cose davvero molto brutte”.
Tregua solo per ricominciare a combattere
“Poi la Russia riorganizzerà le proprie truppe per continuare l’offensiva e puntare su Zaporizhzhia. Molto dipenderà da quante perdite gli ucraini riusciranno a infliggere ai russi. Inoltre il Cremlino dovrà lasciare molti soldati per tenere sotto controllo la città. Cosa che, come si è vista a Kherson, non è affatto facile”.
Infine avverte: “Se la Russia dovesse usare armi di distruzione di massa, penso che la Nato e l’Occidente dovrebbero intervenire”.








