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Peter Frankopan (docente di Storia globale ad Oxford): «Questa guerra cambiamento epocale superiore all’11 settembre»

Con il conflitto in Ucraina il mondo è cambiato per sempre, più che dopo l’11 Settembre. Lo sostiene Peter Frankopan, docente di Storia globale ad Oxford, inserito dalla rivista britannica Prospect nella lista dei 50 pensatori più influenti al mondo, in una INTERVISTA al Corriere della Sera.

“La caduta del Muro di Berlino nel 1989 segnò un momento di enorme cambiamento, soprattutto positivo: ha introdotto un’epoca di nuove libertà per i popoli dell’Europa orientale e dell’unione sovietica. Il mondo di oggi è in vari modi il risultato di quegli eventi.

L’11 Settembre ebbe enormi implicazioni: cambiò le vedute sull’Islam, incluso fra molti musulmani; si è dimostrato devastante per l’Iraq, il Medio Oriente e l’Afghanistan.

Ma ciò a cui stiamo assistendo adesso è più profondo: la Russia non sarà mai più la stessa, non importa quanto a lungo Putin resterà al potere. Le aziende occidentali che avevano aiutato a modernizzare quel Paese si sono ritirate e sospetto che in molti casi non torneranno affatto.

Ai russi viene detto che sono vittime dell’Occidente, che sono sotto attacco: e queste storie ossessioneranno la narrativa nazionale per generazioni. L’effetto sull’economia è devastante e colpirà soprattutto i poveri, cosa che a sua volta accrescerà la polarizzazione politica”.

E “questa crisi cambierà anche l’Europa e l’Occidente: dalle spese per la difesa alla cooperazione diplomatica al modo in cui trattiamo gli oligarchi e i super-ricchi, non solo russi.

L’invasione solleva dubbi sul valore della legalità internazionale, qualcosa che molti credevano fosse un pilastro dell’ordine mondiale: non sarei sorpreso di vedere altri Paesi decidere di agire unilateralmente. E, ovviamente, la crisi non è finita: chi sa se l’Ucraina è solo la prima di una serie di obiettivi”.

E “dovremmo chiederci perché questa invasione accade adesso e non sia avvenuta prima, dovremmo porci la domanda di che problema Putin pensa di risolvere e come. Questo è più utile che paragonarlo a Stalin o a Hitler”.

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