C’è un passo possibile per trovare la pace secondo Franco Venturini, che dalla prima pagina del Corriere della Sera si chiede: perché non perseguire un accordo negoziale che preveda l’ingresso accelerato dell’Ucraina nella Unione europea?
L’Ucraina, si sa, ha fatto formale richiesta di adesione alla UE, e a favore del suo ingresso si sono espressi, forse in un clima troppo emotivo, la presidente della commissione Ursula von der Leyen e il Parlamento di Strasburgo. Più realista è stato il responsabile della politica estera Josep Borrell, che ha rilevato come in proposito esistano «opinioni diverse».
Assorbire un Paese grande come la Francia con più di quaranta milioni di abitanti non è facile. Non solo, l’Ucraina potrebbe aumentare il peso nella Ue dei Paesi dell’Est a scapito degli occidentali, Francia e Germania in testa.
Ma se la via europea per l’Ucraina fosse l’unica per arrestare la guerra, prevarrebbero ancora le opposizioni e le difficoltà burocratiche? Non è detto – spiega Venturini -, e questa potrebbe diventare la novità più importante di tutte. Già prima dell’invasione russa un compromesso-fantasma aleggiava nelle Cancellerie occidentali e forse anche al Cremlino.
La guerra va male per Mosca, dura troppo, e il Cremlino sin qui, malgrado la disinformazione di entrambe le parti, sembra non volere l’adozione del «metodo Grozny» ben noto ai militari russi: prima assedio le città, poi le distruggo, poi entro e vinco.
Perché non perseguire, allora, un accordo negoziale che preveda l’ingresso accelerato dell’Ucraina nella Unione europea, la sua neutralità (dunque niente Nato), e una serie di garanzie per tutte le parti in causa? Visto come gli va la guerra, Putin potrebbe accettare la formula «Unione europea più neutralità».
Anche perché, come ha detto giustamente il politologo Ian Bremmer a Massimo Gaggi, se si vuole la pace bisogna lasciare a Putin il modo di salvare la faccia almeno in parte. Altrimenti sarà guerra totale, e la Russia è una potenza militare, anche nucleare.
Quanto agli europei, davvero si opporrebbero a una intesa che potrebbe portare alla sospirata pace? E l’Ucraina potrebbe finalmente smettere di essere uno Stato-cuscinetto e rafforzare i suoi legami con l’Occidente, con la Ue e senza i missili che allarmano i russi.








