Altro che 2050. Di questo passo, arriveremo a un’economia a zero emissioni, forse nel 2250, Il problema non sono gli investimenti, né la tecnologia, ma la burocrazia, parola dell’AMMINISTRATORE DELEGATO dell’Enel, Francesco Starace.
Il sistema amministrativo, negli ultimi 5 anni, ha approvato 200 Megawatt all’anno di impianti per energia solare e 300 di eolico, “quantità assolutamente irrilevanti dal punto di vista della trasformazione energetica, se vogliamo farla in qualche decina di anni e non in qualche secolo”, afferma Starace al convegno “Una scossa al Paese.
Pulita, verde, sostenibile: l’energia che serve” organizzato da Merita e Fondazione Matching Energies. Per l’Enel, racconta, è “una battaglia” con l’obiettivo di raggiungere, almeno, la Spagna, dove le autorizzazioni hanno uno zero in più.
“Nell’idrogeno verde pensiamo che l’Italia possa avere un ruolo tecnologico importante”, afferma l’AMMINISTRATORE DELEGATO di Enel, Francesco Starace, che vede tra 5-10 anni “una grande capacità dell’Italia di portare una tecnologia competitiva in giro per il mondo”.
“Siamo impegnati a livello europeo per portare all’interno dell’agenda verde l’idrogeno da elettrolisi prodotto localmente dove deve essere consumato”, dice Starace al convegno di Merita e dalla Fondazione Matching Energies “Una scossa al Paese. Pulita, verde, sostenibile: l’energia che serve”.








