Nella fase di emergenza dalle fondazioni di origine bancaria sono arrivati 130 milioni di aiuti. Lo dice Francesco Profumo, presidente di Acri, che in un’intervista al Corriere della Sera sottolinea che si tratta di “una cifra rilevante. Va considerato che il nostro patrimonio è pari a 40 miliardi, con partecipazioni che vanno dalle banche in qualche caso alla Cdp alla Banca d’Italia. Ma soprattutto che non è più concentrato al 100% nelle banche come 30 anni fa, quando siamo nati”.
Un patrimonio che “ci permette di potere intervenire tempestivamente in periodi di emergenza come quello che stiamo vivendo”, afferma. Le fondazioni sono anche azioniste della Cdp con il 16%: “In questo senso la Cdp è un agente di sviluppo ben maggiore di noi. Abbiamo indicato il presidente Giovanni Gorno Tempini, scelta molto autorevole manager di grande valore ed esperienza, oltre a due altri consiglieri. Ma siamo molto rispettosi del management, abbiamo approvato il piano industriale. Siamo un azionista molto attento e attivo, discutiamo le operazioni, siamo garanti dei limiti statutari della Cdp e cioè quello che si può e non può fare. Di sicuro seguendo criteri di mercato, con attenzione alla due diligence nel caso di interventi”.








